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Muore il compagno, i familiari le chiedono di lasciare la casa

Davide Bonesi
Muore il compagno, i familiari le chiedono di lasciare la casa

La vicenda in provincia di Ferrara. La testimonianza: «Sono stata qui oltre vent’anni, hanno perfino portato via il nostro cane»

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Ferrara Ricordate Stieg Larsson, lo scrittore della fortunata trilogia “Millennium”, deceduto in giovane età e per la quale la compagna che gli era sempre stato al fianco intraprese un’aspra battaglia legale con i familiari per l’eredità? Ecco, quanto vi raccontiamo è molto simile, anche se mancano implicazioni legate ai diritti d’autore e si parla di cifre certamente inferiori. Ma quanto sta vivendo da ormai alcuni anni una donna residente in una frazione della nostra città è simile per molti versi. Una situazione provocata dal fatto che la donna e il compagno, deceduto, non si sono sposati nonostante i tantissimi anni di relazione e così, al momento del decesso, l’eredità è andata ai cugini del defunto, che ora chiedono alla compagna di una vita del loro parente di lasciare la casa dove i due vivevano.

«Abitavo in questa grande casa da 22 anni con lui ma eravamo fidanzati già da prima» ci racconta addolorata la signora. L’uomo circa quattro anni fa aveva manifestato alcuni problemi di salute, poi tre anni e mezzo fa circa il decesso, «è morto di infarto tra le mie braccia e così mi sono ritrovata senza nulla...». Infatti, oltre a non essersi sposati, l’uomo neppure aveva redatto un testamento che potesse aiutare la compagna di sempre. «Purtroppo non lo ha fatto, così sia questa abitazione che due di sua proprietà e affittate in un altro paese sono andate ai suoi cugini. Quando sono venuta a vivere qui mi aveva detto di smettere col mio lavoro, diceva che non c’era bisogno, bastava il suo lavoro e le altre entrate... purtroppo con la sua morte ho perso il mio compagno e rimango senza una casa».

Come si capisce la vicenda è complessa ed è in atto una causa civile con la donna che sta cercando di fare in modo di restare in quella casa, con lei il figlio avuto da una sua precedente relazione, anch’egli trasferitosi nella casa con la madre 22 anni fa. «Non voglio andarmene e poi non saprei dove andare. Ho l’auto, sto svolgendo un’attività part time e qualche collaborazione, ma è difficile resistere in queste condizioni, tanto è vero che di fatto tengo spento il riscaldamento, non so come poterlo pagare...».

La donna conosceva i familiari del compagno defunto. «Il rapporto era buono, eppure da subito mi hanno chiesto di andarmene. Si pensi che avevamo un maremmano bianco, sono venuti a prenderlo dal canile subito dopo la morte del mio compagno, perché il microchip era intestato al mio compagno e anche lui è andato ai parenti, che non lo volevano. Per fortuna almeno lui sta bene e, forse, se rimaneva qui sarebbe stato un problema».

Va detto che nel corso di questi mesi i famigliari le hanno proposto una somma comunque importante se avesse lasciato la casa, ma la donna dopo avere inizialmente accettato, all’ultimo momento ha proposto di rimanere pagando un affitto, ma si tratterà comunque di una somma alta viste le dimensioni della casa, quindi difficilmente potrà permettersela. «È una situazione complessa e difficilmente potrà finire favorevolmente - ci spiega il legale della donna -, anche se è sempre stata al fianco di quell’uomo. Per me si tratta di un chiaro caso di violenza morale, non l’ha sposata e non l’ha regolarizzata».