Rambaldi accende il braciere olimpico a Ferrara: «Ho sentito l’abbraccio del pubblico»
Tanti i giovani ad acclamarlo sotto il palco di piazza Castello: «Mi hanno dato un grande supporto»
Ferrara Nessun countdown ma un forte battito di mani che all’unisono hanno accompagnato gli ultimi metri della tappa ferrarese del viaggio della Fiamma olimpica. A scandire il tempo i passi di Luca Rambaldi, che dopo aver acceso la sua Torcia olimpica in piazza della Cattedrale, nel passaggio con Alessia Maurelli, ha raggiunto il palco del villaggio olimpico come ultimo tedoforo. Ad accoglierlo un caloroso pubblico che in piazza Castello ha assistito in massa all’evento. Telefoni puntati sul canottiere ferrarese, che dopo aver raggiunto il palco centrale, fiero ha alzato al cielo la Torcia e prima di accendere il braciere di Milano Cortina 2026 e chiudere così la tappa estense.
«È stata un’emozione veramente importante - racconta Rambaldi subito dopo essere sceso dal palco -. Un’emozione quasi assordante, soprattutto quando gli ultimi metri mi sembrava di essere quasi al traguardo di una gara alle Olimpiadi, col clamore della tanta gente presente, tra le urla e la musica».
Rambaldi ha giocato in casa e la “sua” Ferrara lo ha accolto a braccia aperte: «Ad ampliare il tutto è l’emozione di aver portato la Torcia e soprattutto di aver acceso il braciere a Ferrara, casa mia. Il pubblico è stato davvero caloroso, ho percepito un grande abbraccio da parte di tutti».
Prima di lui, il percorso ha visto altri due importanti atleti “nostrani”: Mirco Antenucci e Alessia Maurelli. «È stato davvero bello vedere lo sport rappresentato qua a Ferrara da tre atleti che hanno dedicato la propria vita al loro sport - continua -, in tre sport diversi, ma in tutti e tre i casi a livelli elevatissimi. Poter condividere questo viaggio con loro, a casa nostra, è stata certamente una forte emozione»
Un evento che il canottiere si augura possa portare lustro allo sport nella città estense: «Spero che questo evento sia un volano per attirare sempre più persone, in particolar modo le nuove generazioni, allo sport, di qualunque tipologia, e far capire loro che anche un atleta ferrarese può sognare in grande e raggiungere il livello olimpico».
Ad attenderlo sotto al palco, in prima fila, tanti giovani: «In questi ultimi due anni mi hanno chiamato spesso negli istituti scolastici per parlare ai ragazzi. Ho notato che la gioventù di oggi è un po’ più restia alla fatica e allo sport all’aria aperta. Per loro è più facile rinchiudersi e stare dietro a uno schermo piuttosto che vivere la propria vita a mani nude. Nelle scuole in cui sono stato, oltre a raccontare la mia carriera, ho cercato di trasmettere la passione che metto tutti i giorni e i sani valori, quelli “dell’olimpismo”. Vedere quei ragazzi in prima fila è stato per me un momento di grande orgoglio. Dal palco ho sentito tutto il loro supporto che conserverò con tanto affetto insieme al ricordo di questa magnifica giornata».
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