I mille anni dell’Abbazia di Pomposa, apertura solenne con il vescovo Perego
L’arcivescovo: «Polo culturale fra i più importanti del Medioevo»
Pomposa Apertura solenne dell’anno millenario dell’Abbazia di Pomposa con l’arcivescovo. Ha preso ufficialmente il via, ieri mattina, nel corso della santa messa officiata da monsignor Gian Carlo Perego, l’anno delle celebrazioni legate ai mille anni della consacrazione del complesso abbaziale benedettino, centro propulsore di fede e di cultura per la cristianità nell’Alto Medioevo, “Monasterium in Italia princeps”, secondo la definizione attribuitagli dal monaco Guido, inventore della notazione musicale.
Le parole del vescovo
Durante l’omelia, proprio l’arcivescovo Perego, ha rimarcato come «in questo giorno ancora natalizio apriamo il millenario della consacrazione di questa abbazia benedettina di Pomposa, mentre era abate Guido, che la chiesa ha riconosciuto come un santo, unitamente ad un confratello ravennate, poi vescovo di Ostia e Cardinale, San Pier Damiani, che fu magister dei novizi a Pomposa dal 1040 al 1042».
Nonostante la pioggia battente e il freddo pungente in tanti sono accorsi, per assistere alla speciale celebrazione liturgica dell’Epifania nella chiesa abbaziale, consacrata il 7 maggio del 1026 e che proprio nel 2026 appena cominciato riceverà la riconsacrazione solenne. Come ha sottolineato l’arcivescovo «l’Abbazia di Pomposa, polo culturale tra i più importanti in epoca medievale, fu il luogo dove, tra l’altro, nacquero le note musicali, grazie ad un altro Guido, chiamato d’Arezzo per il suo trasferimento dal monastero di Pomposa a quello di Arezzo. San Guido e san Pier Damiani sono due protagonisti di una riforma della chiesa – ha aggiunto mons. Perego -, la riforma gregoriana, ma anche protagonisti della riforma economica e sociale di questi territori del Delta, in cui sorgeva l’insula pomposiana».
Celebrazioni
Presenti nei banchi in prima fila, la sindaca Sabina Alice Zanardi, la direttrice dell’Abbazia e dei Musei Pomposiani, Serena Ciliani, le autorità militari e Gianfranco Vitali, coordinatore della cabina di regia della Destinazione turistica Romagna. Ad accompagnare la liturgia la Schola Cantorum della concattedrale di San Cassiano di Comacchio. Don Stefano Gigli, ringraziando le autorità presenti, ha dichiarato che «questo è segno che la bellezza di Pomposa è qualcosa che deve essere condiviso e valorizzato, lavorando in armonia. L’armonia è uno dei segni più belli di vita cristiana».
Presente anche don Emanuele Pirani dell’Ufficio Pellegrinaggi della Curia, il quale sta lavorando in stretta sinergia con don Stefano, in funzione del nuovo cammino che sarà dedicato alla figura del monaco Guido, a cui si deve la rivoluzione musicale partita proprio mille anni fa con l’invenzione del tetragramma (divenuto poi pentagramma).
La data
Il 9 maggio 2026 combacerà con la giornata clou delle celebrazioni del millenario, quando l’arcivescovo tornerà a Pomposa, ma sono numerose anche le iniziative liturgiche che accompagneranno, sino al 6 gennaio 2027, i festeggiamenti della riconsacrazione del complesso abbaziale benedettino. Da monsignor Massimo Manservigi, vicario generale della Diocesi, sono giunte, durante la messa solenne di ieri, altre anticipazioni: «L’arcivescovo ha fatto richiesta alla Santa Sede, precisamente alla Penitenzieria Apostolica -ha detto don Massimo –, per ottenere l’Indulgenza Plenaria in alcune date liturgiche specifiche dell’anno dedicato al Millenario e ha fatto richiesta alla Rai, per poter realizzare una celebrazione eucaristica in diretta, dall’Abbazia di Pomposa». Padre Massimiliano De Gasperi, del Santuario di Santa Maria in Aula Regia di Comacchio, ha evidenziato che «quel santuario è stato un altro punto di riferimento dell’evangelizzazione, della cura pastorale in questo territorio del Delta. Quella dei francescani è un’antica istituzione monastica, più antica di Pomposa stessa. Si è pensato, così, di condividere momenti legati ai rispettivi anniversari: mille anni qui e 450 anni di presenza francescana nel Santuario di Santa Maria in Aula Regia. Non mancheranno iniziative per vivere insieme questi grandi anniversari».
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