La Fiamma a Comacchio, Fogli: «Ragazzi godetevela, è un’esperienza unica»
Laura Fogli testimonial fra emozioni e ricordi
Comacchio Una “costola” del viaggio della Fiamma olimpica anche a Comacchio e nel Delta. È quel percorso secondario della Torcia di Milano Cortina 2026 che va a integrare quello “ufficiale”, ma non per questo ha minor valore: piuttosto, ha ragione d’esistere perché coinvolge una fetta più larga di popolazione in un evento di natura mondiale quali sono le Olimpiadi invernali, per certi verso lontane da gente di mare, valle e pianura, ma anche per far scoprire al mondo ulteriori bellezze e siti Unesco di cui l’Italia è disseminata e che all’estero lasciano chi li scopre a bocca aperta.
È dunque un’emozione unica, quella che stamattina percorrerà i comacchiesi con il passaggio della Fiamma olimpica. L’appuntamento per il via al primo tedoforo lagunare è alle 10.25 dal ritrovo di via Bonnet, quindi il percorso toccherà via Sambertolo, i Trepponti, via Muratori, il Ponte degli Sbirri, via Edgardo Fogli, per arrivare a piazza Folegatti, davanti al Municipio, dove sarà esposta la bandiera olimpica.
Gente comune e alcune scolaresche lungo il percorso, mentre all’arrivo ci saranno i rappresentanti istituzionali ad accogliere l’ultimo tedoforo, con il sindaco Pierluigi Negri,la vice Maura Tomasi e l’assessore allo sport Emanuele mari in testa, ma ci sarà poi tutta la giunta.
Testimonial della mattinata, e non poteva essere altrimenti, Laura Fogli, ex maratoneta (ma poi ex, anche l’ultima New York Marathon l’ha pur sempre portata a termine...), che da atleta azzurra ha partecipato a due Olimpiadi, a Los Angeles nel 1984 e a Seul nel 1988, partecipazioni in gara, non da tedofora.
«E ora faccio la testimonial – commenta la Fogli –, accoglierò i tedofori che arriveranno a Comacchio: è un’emozione lo stesso, una bella esperienza vivere da vicino l’evento, vedere questi ragazzi correre e arrivare con la Fiaccola».
«Sono una persona sensibile», confesserà Laura durante la telefonata, ma ben si capisce dall’emozione che traspare chiara dalla sua voce. E che cresce alla richiesta di raccontarci cosa ancora le rimane, a distanza di così tanti anni, di quelle esperienze olimpiche: «Quando ero una ragazzina che vedeva le Olimpiadi in televisione – spiega –, mi chiedevo se un giorno sarei riuscita a partecipare. Quando ci sei è un’emozione unica, per qualunque atleta è “il” sogno ed era anche il mio di ragazzina che si avverava. Ho vissuto meglio la mia seconda Olimpiade, perché conoscevo il meccanismo, poi ero nel villaggio olimpico, a contatto con tutte le realtà, gli altri sport. Nella prima noi mezzofondisti e maratoneti, in quanto accolti dalle Università a Los Angeles e con esigenze di spazio diverse per gli allenamenti, eravamo fuori dal villaggio olimpico: l’ho visitato un paio di volte, ma non è la stessa cosa. L’Olimpiade “vera” per me è stata quella a Seul: a pensarci mi emoziona ancora. All’Olimpiade di Los Angeles si correva la maratona femminile, che era stata inserita nel programma per la prima volta, è stato un passo da gigante».
Brividi, come quelli che attendono oggi il transito della Fiaccola e non solo per l’annunciato freddo: «Sono di quelle emozioni... La sera – racconta la Fogli – di solito rientro a casa e guardo le notizie di sport in tv, poi fanno vedere il viaggio della Fiamma olimpica: ogni volta rivivi quelle emozioni che hai vissuto in quel momento».
Insomma, bisogna aprire menti e cuori, ma anche spalancare gli occhi per imprimere nella memoria gli attimi di un evento tanto fugace quanto unico e... mondiale: «Ai ragazzi che fanno i tedofori dico “godetevela e ve la porterete dentro per sempre”: è un’emozione rara, unica. Lo è anche per me il passaggio della Fiamma olimpica nel mio paese, non so se potrà capitare ancora: sarà una bella esperienza anche per chi vede passare questa Fiamma».
Torcia che alla fine delle celebrazioni completerà il suo percorso comacchiese cittadino in via Mazzini, la strada del Loggiato dei Cappuccini che porta alla chiesa di Santa Maria in Aula Regia.
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