La Nuova Ferrara

Ferrara

Lavoro

Berco chiude a Castelfranco Veneto. Cosa deve sapere Copparo

Alessandra Mura
Berco chiude a Castelfranco Veneto. Cosa deve sapere Copparo

Lo stabilimento veneto “gemello” cesserà l’attività il prossimo 31 marzo. Molti lavoratori avevano già chiesto l’esodo incentivato, circa 50 ancora in servizio

2 MINUTI DI LETTURA





Copparo Una chiusura se non annunciata, ampiamente prevista dopo anni di incertezze legate a doppio filo alla crisi della Berco di Copparo. Il 31 marzo lo stabilimento Thyssenkrupp di Castelfranco Veneto, “gemello” della fabbrica copparese, cesserà la sua attività con l’uscita degli ultimi 50 lavoratori rimasti rispetto ai 150 che erano a libro paga nell’ottobre del 2024, quando la multinazionale tedesca comunicò la volontà di procedere con 70 esuberi, oltre ai 550 di Copparo. Successivamente i licenziamenti nello stabilimento veneto furono ritirati, ma la fabbrica ha comunque conosciuto un lento declino con una costante ridimensionamento della forza lavoro.

Gli sviluppi veneti

I circa cinquanta dipendenti che ancora gestiscono qualche attività all’interno del sito - principalmente legata alla manutenzione - , hanno seguito l’esempio degli altri colleghi che hanno chiesto l’esodo incentivato e hanno lasciato la fabbri in cambio di una buonuscita di 57mila euro lordi (gli stessi proposti ai colleghi copparesi). Molti hanno trovato un impiego in altre realtà aziendali, una ventina è stata assorbita dalla vicinissima Faber, azienda specializzata nelle bombole per il contenimento del gas, ma che appare interessata a potenziare la linea di prodotti in campo militare. Proprio Faber alcuni mesi fa era stata indicata come possibile acquirente dello stabilimento di Castelfranco, una realtà che occupa un’area di 65mila metri quadrati ed è (era) specializzata nella realizzazione di ruote tendicingolo e rulli per macchine agricole. Ipotesi mai concretizzata e che ora sembra definitivamente tramontare con la chiusura.

L’epilogo

È questo dunque il capitolo finale di una crisi collegata a quella copparese, e che si è trascinata per anni senza trovare uno sbocco nonostante il ricorso agli ammortizzatori sociali e una riduzione del personale. Gli occhi restano comunque ancora puntati su Faber che, senza dover investire in formazione e riqualificazione, potrebbe assorbire ulteriori dipendenti Berco dei 50 rimasti. Altri operai veneti, si diceva, nel frattempo erano riusciti a inserirsi in aziende metalmeccaniche della zona con maggiore facilità rispetto ai colleghi copparesi, potendo contare su un tessuto industriale più ricco e vivace. Un’altra quota di dipendenti sarà accompagnata alla pensione grazie allo strumento della Naspi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA