Ferrara, madre manesca con il figlio. A processo lui vuole ritrattare
Donna accusata di maltrattamenti aggravati a colpi di mestolo
Ferrara È una vicenda complicata, a tratti contorta, e che ieri ha aggiunto altri fattori di complicazione, quella che sta dietro a un processo per maltrattamenti in famiglia e che vede una donna accusata di aver mantenuto un atteggiamento manesco, aggressivo e vessatorio nei confronti del figlio che all’epoca dei fatti era appena una ragazzino. Una storia che è difficile di suo e al cui risvolto processuale si arriva dopo altri passaggi davanti ad altri giudici, che avevano coinvolto l’ex marito di lei, prima allontanato dalla casa familiare nel corso del divorzio, con l’accusa di essere un padre violento, portato anche a processo per tali accuse e, infine, assolto da tutto. Gli atteggiamenti violenti nei confronti dei figli, era emerso, li aveva invece la madre, che aveva ottenuto il primo affido per poi vedere tutto revocato dallo stesso giudice civile, una volta stabilita la verità dei fatti. Il minore era stato affidato ai servizi sociali e con residenza nella dimora paterna.
Ora è lei ad essere sotto accusa davanti al tribunale penale in composizione collegiale. Nel 2020 avrebbe maltrattato il figlio più piccolo a lei affidato, con violenze fisiche quando lui non si comportava come voleva, consistite in percosse –, avvalendosi anche di un mestolo e, almeno in un episodio, perfino di un telecomando – con colpi inferti su braccia, gambe e viso e altre parti del corpo. Aveva instaurato, ritiene la Procura, «un clima di vessatoria persecuzione» nei confronti del figlio, «rendendendogli assolutamente intollerabile la prosecuzione della vita in comune».
Accuse che il minore aveva confermato anche nel corso di un incidente probatorio, ovvero con dichiarazioni rese prima dell’avvio del processo in modo che potessero essere cristallizzate con la garanzia del contraddittorio tra le parti già in fase di indagini. Nel corso del processo lui è divenuto maggiorenne ed è tornato a vivere da lei dopo che la casa paterna è andata distrutta in un incendio. E forse questo, insieme allo stato di salute della madre, potrebbe aver influito nella sua decisione quasi di ritrattare le accuse e comunque di dichiarare di non voler più andare avanti con il processo. Forse pensando di salvare così la madre. E con lui, anche suo padre ha fatto sapere direttamente in aula – e senza preavvisare il suo legale, l’avvocato Daniele Borgia – di voler ritirare la costituzione di parte civile. Il processo è andato comunque avanti, con l’escussione dei testimoni convocati dal pm Stefano Longhi: il fratello maggiore, due amici e l’acquisizione di documenti. La donna, assistita dagli avvocati Luca Romagnoli e Roberto Buzzola, si sottoporrà, se lo vorrà, all’esame nel corso della prossima udienza, fissata per l’8 aprile. In quella data potrebbe anche arrivare la decisione del collegio.
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