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La segnalazione

Scuole troppo fredde. A Comacchio e Goro gli alunni non entrano in classe

Katia Romagnoli
Scuole troppo fredde. A Comacchio e Goro gli alunni non entrano in classe

Caldaie in blocco, spazi gelidi e genitori sul piede di guerra: giovedì mattina i termosifoni erano spenti. La sindaca Bugnoli aveva emanato un’ordinanza

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Comacchio e Goro Le scuole di Goro e Comacchio sono finite sotto i riflettori a causa di un problema che, purtroppo, ha creato disagio a studenti e, di riflesso, a numerose famiglie. Giovedì al suono della campanella, ad inizio giornata, i termosifoni risultavano gelidi. Dopo il caso di Lagosanto, segnalato ai primi di dicembre scorso dal sindaco Cristian Bertarelli, anche gli istituti di Goro e Comacchio si sono trovati ad affrontare una situazione analoga.

Ordinanza

I disagi si sono fatti particolarmente sentire già mercoledì scorso. Gli studenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado hanno dovuto fare i conti con aule fredde, tanto che giovedì, per l’impossibilità di riscaldare adeguatamente gli ambienti, gli alunni, in gran parte, non sono neppure entrati in aula. Sulla vicenda risponde la sindaca di Goro, Marica Bugnoli, sottolineando che «l’ordinanza prevedeva la chiusura. Ora i termosifoni funzionano. Venerdì, non so quale temperatura si sarà raggiunta, ma se non dovesse risultare ancora adeguata, terremo chiuso per un altro giorno».

A Comacchio

Anche a Comacchio si è verificato un episodio simile. Nella scuola primaria gli alunni si sono trovati a dover seguire le lezioni in ambienti dove la temperatura rasentava i 16 gradi, a causa di un’improvvisa interruzione del funzionamento della caldaia. La situazione ha destato preoccupazione, tanto che, secondo le informazioni raccolte, gli autisti degli scuolabus erano stati informati, attraverso telefonate da parte di alcuni operatori scolastici, affinché non trasportassero gli studenti a scuola, per evitare loro di trovarsi al freddo. Autisti che però certo non hanno facoltà di sospendere il servizio di trasporto scolastico e non lo hanno fatto. La segnalazione, però, è rimbalzata subito all’attenzione dei funzionari comunali, entrati in servizio alle 7.30, i quali si sono tempestivamente mobilitati, allertando la ditta che gestisce gli impianti di riscaldamento comunali. Fortunatamente, i tecnici sono intervenuti rapidamente e, a metà mattina, il problema era già stato risolto. Nonostante l’intervento tempestivo, il raggiungimento della temperatura di comfort non è stato immediato. Per permettere all’impianto di assolvere alle proprie funzioni, infatti, sono necessari tempi congrui di accensione, per cui la situazione è migliorata solo dopo alcune ore di attesa. Secondo quanto si è appreso, le difficoltà sono legate principalmente a due fattori: dal repentino abbassamento delle temperature, che nei giorni scorsi è sceso sotto lo zero, durante le fasce orarie notturne, agli impianti di riscaldamento obsoleti. Le caldaie, infatti, talvolta vanno in blocco, come si è verificato nella scuola primaria di Comacchio. La situazione ha suscitato proteste di alunni e dei genitori, che reclamano maggiore attenzione e soluzioni durature, suggerendo l’accensione degli impianti nel cuore della notte. L’episodio evidenzia una volta di più la necessità di rinnovare e adeguare gli impianti scolastici, in modo da garantire ambienti confortevoli per gli studenti, soprattutto nei mesi invernali.

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