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Il Grattacielo di Ferrara, da sogno di modernità ad area complessa

Samuele Govoni
Il Grattacielo di Ferrara, da sogno di modernità ad area complessa

Inaugurato nel 1958 negli anni ha attraversato fasi diverse, dal boom al degrado fino ai tentativi di rinascita

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Ferrara Le prime analisi progettuali risalgono all’immediato secondo dopoguerra, alla fine degli anni ’40, ma è nel decennio successivo, gli anni Cinquanta del Novecento, che l’edificio viene concretamente progettato come manifesto di modernità e progresso. Il Grattacielo nasce da un’idea dell’architetto Gian Carlo Capra, sviluppata poi con i colleghi Luigi Pellegrin e Sergio Delle Fratte. I lavori iniziano nella seconda metà degli anni Cinquanta e il complesso viene inaugurato il 14 maggio 1958, con le sue due torri principali alte circa 68-75 metri e una terza più bassa a fare da raccordo. L’edificio, composto da oltre 200 appartamenti e con numerosi negozi alla base, viene inaugurato come esempio di edilizia residenziale moderna in grado di fornire soluzioni abitative a prezzi accessibili al ceto medio, sulla scia del miracolo economico italiano.

Cambiamenti

Inizialmente considerato prestigioso e moderno, il Grattacielo attira fino agli anni Ottanta famiglie, avvocati, docenti e professionisti. Il panorama, il punto strategico (a due passi dalla stazione ferroviaria), la vicinanza al centro e il panorama rendono l’immobile appetibile per molti. Negli anni Novanta però le cose cambiano e inizia una fase più complessa. La zona diventa progressivamente terreno fertile per criminalità, spaccio e prostituzione; il valore degli alloggi crolla, gli appartamenti si svalutano e l’area cade progressivamente nel degrado. Dagli anni Duemila in poi, il Grattacielo è diventato fulcro di molteplici dinamiche urbane: iniziative culturali, progetti sociali e spazi di integrazione si sono alternati a episodi problematici, a difficoltà legate alla gestione condominiale e alla sicurezza dell’area fino all’arrivo dell’Esercito. Negli ultimi anni la riqualificazione del parco Coletta, così come l’apertura della biblioteca Giardino, del circolo Officina Meca e, recentemente, di un bar, hanno contribuito a migliorare la situazione attraverso un presidio costante di cittadinanza attiva.