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Pinete a rischio a Mesola, cittadini in campo: «Problema che va affrontato»

Lorenzo Gatti
PINETA, PINETE - ALBERI SECCATI E CADUTI
PINETA, PINETE - ALBERI SECCATI E CADUTI

È nato un gruppo: «Presto una riunione con i responsabili»

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Mesola Nei giorni scorsi alla “Autoscuola 2000” di Mesola si sono incontrati alcuni cittadini di Mesola e Codigoro, fra i quali qualche imprenditore locale, per il problema dei relitti boschivi e pinete del territorio ferrarese, «il cui stato vegetativo si presenta ammalato ed in profonda instabilità, invaso dall’edera» come recita la nota diffusa dopo l’incontro. Ad avere l’idea Anio Benazzi. Il gruppo di cittadini ha anche formato un gruppo Facebook nominato “Le pinete del nostro delta ferrarese”.

La riunione ha toccato le diverse casistiche delle aree boscate che, nel territorio comunale di Mesola, costituiscono circa un quinto dell’intera superficie comunale. Le fattispecie sono diverse, frutto della riforma agraria degli anni cinquanta del secolo scorso che ha visto l’esproprio dei terreni agricoli a carico della Sbtf (Società per la bonifica dei terreni ferraresi, ndr), mentre gli impianti boschivi dell’ex proprietario sono stati acquisiti in parte dalla Provincia di Ferrara, per quanto riguarda le pinete e i piccoli relitti boschivi in campagna a Mesola, mentre il Gran Bosco della Mesola (o di Maria Luisa) è stato acquistato dall’Asfd (Azienda speciale del demanio forestale), diventando proprietà demaniale assieme alla pineta di Volano che era stata impiantata, nel corso degli anni Trenta del secolo scorso, dal cittadino mesolano Antonio Mariano Buttini (detto Monti). Pertanto, le pinete e i piccoli residui boscati la Provincia li ha dati in gestione, più di recente, all’Ente Parco, mentre la foresta demaniale Gran Bosco della Mesola viene gestita dai carabinieri forestali.

Il lavoro

«Raccogliendo le preoccupazioni dei presenti, visto lo stato delle cose e nell’interesse di tali patrimoni forestali, si è deciso di indire, quanto prima, una riunione pubblica presso la saletta civica di Bosco, o altra da individuare, per coinvolgere un maggior numero di cittadini sensibili verso il problema e, nel frattempo, vedere di contattare qualche agronomo in grado di fornire indicazioni tecniche utili per una corretta gestione degli impianti forestali che costituiscono un patrimonio irrinunciabile di questo territorio», dicono gli organizzatori.

«Vedere lo stato vegetativo di questi ultimi anni rappresenta, per molti di noi, una ferita profonda, pensando alla magnificenza della natura del nostro territorio, già di proprietà degli Este per arrivare all’ultimo proprietario, come detto, la Sbtf che col Tenimento di Mesola gestiva tutto il territorio orientale della Provincia di Ferrara, comprese le Valli di Volano».

«Sarebbe ora – prosegue la nota – che i cittadini che amano questo territorio si mettessero insieme, senza le distinzioni originate dalla politica, ma nel principale interesse del patrimonio forestale al fine di curarne anche la promozione in termini di visitazione turistica. Oggi, in questo stato di abbandono, i nostri boschi e le nostre pinete non possono certamente rappresentare un’attrattiva ma rendono solo evidente uno stato di pessima conduzione di un patrimonio forestale, con la scusa che da alberi malati e marcescenti nascerebbe tanta biodiversità, senza considerare le possibilità di immaginare una conduzione avente anche fini di incrementare il valore economico del patrimonio forestale del nostro territorio». 

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