Ferrara, ventenne accoltellato dopo il furto d’auto
Aggressione in via Eridano dove la vettura era stata ritrovata danneggiata
Ferrara Il furto di un’auto ha rischiato di tramutarsi in omicidio alle prime ore di ieri. Una coltellata a un ragazzo ventenne, un fendente che ha colpito fra petto e collo e che è stato sferrato da un altro giovane, presumibilmente suo coetaneo o poco più: per fortuna la lama non è affondata abbastanza e le condizioni del ferito, per quanto ancora sotto osservazione, non appaiono così gravi da metterlo in pericolo di vita, ma andranno ulteriormente approfondite e monitorate.
Succede tutto nella notte, dopo le 4, all’uscita di un noto locale di via Arianuova. C’è un gruppetto di amici che ha fatto serata e si avvia verso le auto per prendere la strada di casa, dopo la nottata trascorsa a ballare, quando il proprietario di uno dei veicoli si accorge che non è più dove l’aveva parcheggiato. Un attimo di smarrimento – il primo pensiero è sempre quello di confondere il punto esatto dove si è messo in sosta il mezzo, specie a quell’ora, quando la stanchezza può giocare un brutto scherzo –, poi la telefonata al numero di emergenza unico 112: le forze dell’ordine gli rispondono di presentarsi la mattina in questura per sporgere denuncia. Sarebbe potuta finire lì, invece al proprietario dell’auto viene in mente di avere il localizzatore e di poter vedere dove si trova il suo mezzo attraverso lo smartphone: l’applicazione rivela che è fermo in via Eridano.
Qui scatta il pensiero del ventenne: a quell’età ci siamo sentiti tutti invincibili e un po’ spregiudicati, per nulla portati a valutare eventuali pericoli, anzi, senza neppure immaginarli; mettiamoci poi che quando si è in gruppo ci si sente ancora più forti e quindi ecco partire la missione recupero auto. Non una macchina particolarmente potente o lussuosa, ma andava recuperata.
Il gruppetto di amici sale sull’auto di un altro di loro e si dirige verso il punto segnalato sulla mappa, dove avvistano il veicolo fermo nei pressi di una rotatoria. L’auto è palesemente danneggiata, rivelando una probabile uscita di strada da parte di chi se n’era appropriato indebitamente. Lì accanto ci sono due giovani, dall’aspetto di origine magrebina.
Ecco, anche loro due ragazzi, che certo quell’auto non l’avevano presa per andarla a vendere a chissà chi o per utilizzarla chissà per quale possibile altro reato: hanno combinato la gran stupidaggine del sabato notte, appropriandosi di un mezzo per fare una scorribanda, una corsa nel buio, magari quelle evoluzioni che si sono viste in tanti film, ma senza tener conto del gelo della notte e senza neppure essere capaci di tenere il veicolo in strada.
Adesso è tardi per tornare indietro e così, quelle che stanno per diventare due fazioni opposte, si stanno per fronteggiare. Il gruppetto di amici scende dall’auto, uno di loro ha lo smartphone in mano e filma: basta questo a far salire subito la tensione alle stelle. Volano parole grosse, uno dei due giovani, con tutta probabilità autori del furto, estrae da una tasca un coltello e sferra un fendente proprio a quel ragazzo con il cellulare in mano.
L’accoltellatore e il suo amico si danno alla fuga a piedi, gli amici del ferito chiamano il 118 e poi di nuovo le forze dell’ordine, che adesso intervengono con una Volante della polizia di Stato. Il ventenne ferito viene caricato sull’ambulanza e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’arcispedale Sant’Anna di Cona, mentre gli uomini in divisa raccolgono la testimonianza dei suoi amici e si occupano dei rilievi del caso, oltre a far scattare le ricerche dei due fuggitivi.
I ragazzi sono giovani, vengono avvertite le famiglie, in particolare i genitori del ferito, per dar modo di raggiungerlo all’ospedale. Dopo i primi accertamenti medici la tensione, la preoccupazione di tutti e di mamma e papà in particolare, si allenta: il ragazzo non è in pericolo di vita, anche se bisogna approfondire gli eventuali danni della coltellata. Intanto scattano le indagini, partendo proprio dal filmato fatto con lo smartphone dal ragazzo ferito, per rintracciare i due giovani che si sono dileguati.
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