Cento dice addio all’ex Simbianca, dopo 30 anni via alla demolizione
Si chiude simbolicamente una fase storica dell’area. A febbraio via le macerie. Nel futuro anche un parco
Cento È iniziata ieri mattina la demolizione dello stabilimento Ex Simbianca, uno dei luoghi simbolo dell’abbandono industriale di Cento. Un momento atteso da oltre trent’anni, segnato ufficialmente da un punto stampa organizzato dal Comune direttamente davanti in quei fabbricati che per decenni hanno rappresentato degrado, insicurezza e una ferita aperta nel tessuto urbano.
Questa volta però non si parlava di progetti sulla carta o di promesse rinviate, ma di fatti concreti: le prime benne hanno iniziato a lavorare, dando avvio a una nuova fase. C’erano il sindaco Edoardo Accorsi accompagnato dall’assessore ai Lavori pubblici, Rossano Bozzoli, e i principali soggetti coinvolti nell’intervento. Fra questi l’architetto Cristina Tartari, socia di Tasca Studio, che ha curato la progettazione della riqualificazione urbana, Fabio Castori, titolare di Ecobologna incaricata delle operazioni di demolizione, il ragioniere Stefano Borghi, amministratore unico di Cento Leasing società proprietaria del complesso immobiliare, e il cavaliere Ugo Poppi, proprietario della stessa Cento Leasing Spa. Una presenza corale che ha sottolineato il valore condiviso di un intervento atteso da decenni e oggi finalmente avviato. Accorsi ha definito la giornata “storica”, ammettendo anche una forte emozione personale: dopo una vicenda ultra-trentennale, finalmente si apre un capitolo nuovo. Un passaggio tutt’altro che scontato, costruito passo dopo passo fin dall’inizio del mandato, grazie a un lavoro «lungo e complesso portato avanti con serietà sia dall’amministrazione comunale sia dalla proprietà».
Accorsi ha anche ricordato come l’approvazione del piano di riqualificazione, avvenuta in Consiglio comunale a fine 2025, abbia rappresentato lo snodo decisivo. La demolizione era uno degli impegni chiave previsti prima della firma della convenzione definitiva e oggi quell’impegno viene rispettato. Un segnale forte, soprattutto per un’area che per trent’anni è stata sinonimo di pericolo, incuria e polemiche.
Adesso, invece, si parla di rigenerazione urbana, qualità progettuale e restituzione di spazi alla collettività. Stefano Borghi ha ripercorso le difficoltà affrontate dalla proprietà, chiarendo alcuni passaggi spesso oggetto di fraintendimenti. L’immobile fu acquistato all’asta fallimentare e, quando il progetto di recupero era già avviato, emerse una contaminazione da olio combustibile che impose una lunga e costosa bonifica, sostenuta interamente dalla proprietà. Un intervento oneroso, che non ha mai garantito un ritorno economico, ma che è stato affrontato per senso di responsabilità. Oggi, grazie anche alla collaborazione con il Comune centese, l’area può finalmente essere restituita alla città con un progetto di valore e decoro.
I progetti Dal punto di vista tecnico, l’intervento riguarda un comparto di circa 27mila metri quadrati. Circa metà della superficie sarà ceduta al Comune come opere di urbanizzazione, con la realizzazione di un parco, nuova viabilità e una rotatoria che migliorerà l’accessibilità dell’area nord di Cento, ormai a tutti gli effetti parte integrante della città. La demolizione vera e propria si concluderà entro febbraio. l
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