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Il traguardo

Settant’anni di Forno Donnoli, dove pane e pasticceria vogliono dire famiglia

Margherita Goberti
Settant’anni di Forno Donnoli, dove pane e pasticceria vogliono dire famiglia

L’attività di via Putinati avviata nel 1955 è un punto di riferimento per molti

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Ferrara Sono 70 gli anni di attività del Forno Donnoli di via Putinati, ma proprio non li dimostra. A gestirlo oggi sono Emanuele, la sorella Emanuela, la moglie Patrizia e il loro figlio Giovannimaria. E con l’obiettivo di assicurargli un futuro, c’è anche il nipotino Leonardo che a soli quattro anni e mezzo sa già come funzionano tutte le macchine.

«Fu mio padre Onofrio ad iniziare nel 1955 l’attività insieme a mia madre Eliana – ricorda Emanuele –. Lui era il fornaio-pasticcere con un’esperienza che aveva maturato fin dall’età di soli 9 anni quando, mentre andava ancora a scuola, alla notte aiutava a fare il pane e lei stava in negozio. Io invece sono stato più fortunato di lui perché mi sono diplomato, poi ho frequentato per 5 anni la facoltà di Medicina che ho dovuto interrompere per una grave malattia di mia madre. Non me la sono sentita di lasciare tutto il peso del negozio sulle spalle di mio padre e per questo ho abbandonato gli studi e sono ancora qui».

Infatti nel 2017 anche Onofrio lo ha lasciato e così oggi il titolare è Emanuele con il resto della famiglia. In questi 70 anni le cose in negozio però sono molto cambiate. Se inizialmente era soprattutto il pane quello che si vendeva di più ed un po’ la pasticceria, oggi le proposte che Emanuele deve fare alla sua clientela sono completamente diverse.

«La vendita del pane è infatti molto calata – racconta – a causa di varie intolleranze e diete, i giovani non chiedono più la tradizionale coppia ferrarese sostituta da una serie di pane con tantissimi tipi di cereali, curcuma o farine biologiche che utilizzo solo su ordinazione, il martedì, per il loro costo elevato. Molto richiesti sono invece i grissini che facciamo al radicchio, alle noci, ai semi di sesamo o al “senatore Cappelli”, un tipo di grano duro biologico particolare. Tutto quanto, però, viene realizzato in modo artigianale anche se l’avvento delle macchine ci ha facilitato molto l’attività».

Oltre alla tecnologia nel forno Donnoli è l’arrivo di Giovannimaria ad aver portato diverse innovazioni che papà Emanuele ha accettato di buon cuore perché è consapevole che bisogna adeguarsi ai tempi.

«Ora abbiamo anche una produzione vegana – continua – ed anche in pasticceria ci sono novità come i biscotti alle castagne, i cucchi i dolcetti americani con gocce di cioccolata, i dolci senza saccarosio ed i panettoni artigianali. Con 4 chili e mezzo di farina e 80 uova riesco a prepararne 29. Guardando al futuro, che vedo roseo, l’unico desiderio che ho è che rimanga un forno artigianale, senza puntare solo al guadagno ma anche alla soddisfazione del cliente. Soprattutto se mi chiede qualche variazione e io riesco ad accontentarlo». 


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