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L’episodio

Auto rubata a Ferrara, parla il ragazzo accoltellato: «Ha colpito per fare male»

Matteo Ferrati
Auto rubata a Ferrara, parla il ragazzo accoltellato: «Ha colpito per fare male»

Ad agire due giovani di 16 e 17 anni, uno è già noto alle forze dell’ordine. Intanto spunta un video: sulla macchina c’era anche un terzo ragazzo

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Ferrara Sarebbero potute andare peggio le cose per Giacomo Munari, il ragazzo ferrarese di 19 anni che, nella notte tra sabato e domenica, ha subito un accoltellamento dopo che due giovani (di 16 e 17 anni) hanno rubato l’auto di un suo amico. Ieri infatti è arrivata la notizia positiva: il giovane è uscito dall’ospedale di Cona verso l’ora di pranzo e adesso sta bene. Riposo di 30 giorni e niente punti, ma steri-strips per rimarginare la ferita. Secondo i dottori è stato molto fortunato. «Adesso sto meglio – dice Giacomo –. Il punto in cui sono stato colpito, sopra il pettorale destro, mi fa ancora male ma sopporto».

Una precisazione sul luogo in cui il ragazzo ha trascorso la serata con gli amici prima dei fatti: non il locale di via Arianuova, come erroneamente riportato, bensì una discoteca a Pontelagoscuro, in via della Ricostruzione.

La dinamica

«Finita la serata – inizia Munari –, verso le 4.30, siamo andati in direzione della macchina (l’auto di uno dei due amici con cui sarebbe dovuto tornare a casa, ndr) e non c’era. Abbiamo capito che era stata rubata, per cui ci siamo rivolti ai bodyguard del locale per sapere se avessero telecamere o se potessero fare qualcosa. Ci hanno detto che avremmo dovuto chiamare il 112 e lo abbiamo fatto». Tuttavia, le forze dell’ordine si sarebbero potute occupare della questione solo in mattinata, previa denuncia.

«Il proprietario dell’auto si è però ricordato di avere il localizzatore sulle chiavi della macchina – continua il 19enne–: controlla sul telefono e vede che l’auto è in centro, vicino a viale Cavour. Siamo allora saliti su quella di un altro nostro amico (a fare serata eravamo in dieci in tutto) e ci siamo indirizzati verso il centro. Eravamo circa alla rotonda del McDonald’s di via Modena e abbiamo visto la macchina rubata, che andava nel verso opposto rispetto al centro. Chiamiamo il 112 ma sono occupati al grattacielo, perciò facciamo inversione e li seguiamo. Loro hanno però iniziato ad accelerare: all’altezza del cavalcavia hanno preso troppa velocità e, alla rotonda di via Eridano, sono andati a sbattere dritto contro il guardrail».

Qui arriva il momento peggiore. «I due sono usciti dai finestrini – ricorda Giacomo –. Io mi sono avvicinato facendo un video, per riprenderli in volto. Il guidatore si vedeva bene ma l’altro era tutto coperto. Per catturare la faccia di quest’ultimo mi sono avvicinato troppo: neanche il tempo di stoppare il video che mi accoltella con una tale violenza, che la lama si è staccata dal manico ed è stata ritrovata insanguinata sul posto dai carabinieri. Ha usato l’arma come fosse un martello, con cattiveria. Per fortuna ero vestito pesante. Quei due proprio non li conoscevamo. Dovrebbero essere un albanese e uno dell’America centrale».

Dopo il ferimento

«Ho subito capito la situazione – prosegue Munari –. Mi sono allontanato e ho detto agli amici di fermarci. I due si sono allontanati camminando velocemente e si sono divisi: uno ha scavalcato una recinzione e l’altro l’abbiamo perso. Due miei amici hanno provato a seguirli in macchina ma erano già scomparsi. Nel frattempo, abbiamo chiamato l’ambulanza, che ci ha messo 15/20 minuti ad arrivare: se mi avessero fatto veramente male, se mi avessero bucato un polmone, non so come sarebbe finita in un quarto d’ora. È stata un po’ troppo lenta».

Sul posto, indica Giacomo, sono arrivate una volante della Polizia e una dei carabinieri: un’altra gazzella ha cercato i due in fuga, senza successo.

I presunti aggressori

Munari ha poi aggiunto che la Polizia, quando è andata a interrogarlo in ospedale per la prova video, ha affermato di conoscere già uno dei due perché aveva compiuto reati di recente. Gli stessi agenti avrebbero però assicurato, come riporta la vittima, che «questa volta i due hanno esagerato e pagheranno le conseguenze».

Dalla Procura intanto confermano che gli autori del crimine sono due minorenni. L’individuazione, grazie al video, del guidatore è stata immediata. Tuttavia, si è risaliti anche all’altro, dal momento che i due sono sempre insieme anche sui social. C’è di più: uno di loro ha postato un video prima dell’incidente in cui si vede che sull’auto rubata, che sfreccia con la trap a palla, erano in tre. Ma questo terzo non sembra essere presente al momento del sinistro.

Interessata ora la Procura dei minori di Bologna.