Bonificare per rigenerare, un’occasione da non perdere per Ferrara
Un’opportunità per disegnare il futuro del Grattacielo, ma serve coraggio
Ferrara Secondo la Treccani per “Bonifica” si intende un’azione diretta a eliminare ciò che è ritenuto malsano e nocivo ai costumi di una società e in genere contrario ai valori da essa comunemente accettati. La parola “bonifica” compare 5 volte nei tre comunicati ufficiali diffusi da Prefettura e Comune di Ferrara per quanto riguarda l’emergenza grattacielo e la scelta di una terminologia così particolare e decisa non può essere considerata un caso.
L’evacuazione della torre B, al di là della parte emergenziale e dell’alto coinvolgimento umano, è vista da diversi attori come un’opportunità per dare una nuova vita ad una zona particolarmente complessa nella vita sociale di Ferrara. L’alveare di appartamenti in cui abitano centinaia di persone, spesso difficili da censire e da conoscere, è diventato con il passare degli anni un mix di culture, abitudini sociali e convivenze talvolta problematiche. Ecco perché la torre B potrebbe diventare una nuova realtà sociale dove realizzare un esperimento di rigenerazione. Perché se si “bonifica” poi bisogna essere in grado di dare una nuova vita ed è questa la sfida che qualcuno potrebbe raccogliere. Certo, si tratta di uno stabile privato con proprietari identificati e si sa bene che la proprietà è sacra. Ma governare una rinascita comunitaria, sociale, di quartiere sarebbe davvero una sfida esaltante se si trovassero amministratori illuminati, pronti a fare di quella zona così malandata e con un’aurea negativa che la precede una nuova area rigenerativa.
Gli strumenti urbanistici potrebbero anche non mancare ma servirebbe metterci testa, fantasia e un pizzico di coraggio. Se la facoltà di Architettura è così rinomata in tutta Italia, beh, verrebbe da dire che questa è l’occasione buona per dare valore ad un edificio che non si può abbattere (qualcuno, sotto sotto, ne sarebbe stato convintamente felice) ma si può riammodernare, abbellire, qualificare. I verbi giusti li lasciamo scegliere ad altri, ma sarebbe davvero esaltante poter raccontare di un grattacielo rinnovato alla pari del parco Coletta e dove le iniziative certo non mancano.
Chi ogni giorno lavora sulla frontiera, al piano terra di quegli edifici così d’impatto per chi arriva a Ferrara sa bene che la sfida che può essere lanciata è di quelle mastodontiche, ma governare significa anche disegnare un futuro per la città, non soltanto godere dell’effimero successo politico e social quotidiano.
Richiamiamo in nostro soccorso di nuovo la Treccani e questa volta la parola è “Coraggio”: forza d’animo nel sopportare con serenità e rassegnazione dolori fisici o morali, nell’affrontare con decisione un pericolo, nel dire o fare cosa che importi rischio o sacrificio. Ecco, se qualcuno ha idee per il grattacielo è il momento di farsi avanti altrimenti si sarà persa un’occasione. Perché, una volta terminata l’assistenza sociale e i lavori di ripristino minimo per far tornare in casa i proprietari, si riprenderà ad indicare quella zona, che Bassani tanto stigmatizzava, come una sacca dove l’illegalità è padrona. Ma a quel punto nessuno avrà più il privilegio di poter dare la colpa agli altri.
