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Inventare con l’anguilla, a Comacchio c’è chi ci crede

Matteo Ferrati
Inventare con l’anguilla, a Comacchio c’è chi ci crede

La Bottega bistrò di Enrico Cavalieri d’Oro ha ora un terzo prodotto Pat. C’è però rammarico per l’assenza di sostegno civico: «Toccato il fondo»

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Comacchio Enrico Cavalieri d’Oro e la sua Bottega bistrò, in via della Pescheria 3 a Comacchio - attività che gestisce con moglie, figlia e una nipote -, rappresentano l’esempio ideale di cosa significhi raccontare un territorio attraverso i propri prodotti. «Siamo nati nel 1986, rilevando il negozio alimentari e pescheria che già era di mia madre, Maria Rosa Tomasi – ricorda il titolare – puntando su tradizione e prodotti tipici, dal pesce al pane, e provando idee nuove». Al centro della bottega soprattutto la sperimentazione, l’innovazione.

«Fra le varie promozioni – prosegue Cavalieri d’Oro – abbiamo cominciato anche il panino con l’anguilla: era il 1993 e decidemmo di registrare il marchio: in tanti criticavano il panino ma lo volevano copiare e, infatti, sono in tanti ora a proporlo». Ma le innovazioni, nel corso degli anni, sono state tante. «C’è il dolce “Topino”, che era tipico del giorno dei Santi e dei morti: noi l’abbiamo riscoperto e prodotto tutto l’anno – continua il titolare –. Poi abbiamo un biscotto a forma di anguilla, “anguilla regina” e lo abbiamo depositato nel 2000. Nel ’98 facemmo il primo risotto con l’anguilla affumicata, prendendo spunto da un manuale che raccontava il menù della Delizia estense di Magnavacca, in cui gli Este venivano per il pesce. Abbiamo registrato in tutto una quindicina di prodotti, come il rotopanciok, pane con fichi e cioccolato. E anche un tappo adatto per estrarre le anguille dalle botti senza romperle».

Nonostante tutto questo lavoro, Cavalieri d’Oro non percepisce pieno sostegno dal Comune: «Noto che in paese la nostra amministrazione si sta prodigando in encomi di svariato tipo. Mi sono detto: noi abbiamo molti prodotti di cui deteniamo i marchi e tre prodotti sui Pat (prodotti agroalimentari tradizionali): il topino d’Ognissanti, l’affumicatura e da pochi giorni anche l’anguilla regina di ciambella (il biscotto a forma di anguilla già depositato nel 2000, ndr). Quest’ultimo è oggetto di un’imitazione a tappeto, per cui abbiamo fatto decadere la protezione: viene servito anche dalle istituzioni, sebbene anni fa mi ero offerto di poterli produrre per le sagre. Non ci hanno risposto. Ma lo fanno fare da altre persone, imitato anche male. Ora siamo al terzo riconoscimento, più gli atri che non presentiamo, perché vogliamo tenere il marchio».

Conclude allora il titolare: «Tutto ciò certifica il nostro impegno: è una colpa proseguire e aver contribuito alla valorizzazione dei prodotti tipici legati all’offerta turistica complessiva? Questa è stata la risposta della Cicognani (in passato sindaca di Comacchio, ndr): durante la mia insistenza di presenziare alle fiere turistiche con i prodotti tipici, la sindaca mi intimava di non continuare oltre con questa proposta, in quanto alle fiere ci doveva andare solo e soltanto il ricettivo. Noi ci sentiamo orgogliosi. Ma resta il rammarico di come la conduzione del rapporto tra pubblico e privato in merito abbia toccato da molto tempo il fondo...».

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