Rogo al Grattacielo di Ferrara, la procura indaga per incendio colposo
Sequestrato il vano contatori. I testimoni: «In passato segnalati allacci abusivi»
Ferrara La procura di Ferrara ha aperto un fascicolo di indagine a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di incendio colposo per individuare le cause che hanno innescato le fiamme e definire eventuali responsabilità. Il pubblico ministero Stefano Longhi ha disposto il sequestro del locale contatori della Torre B, e sono state ascoltate le prime testimonianze degli inquilini. Dai riscontri raccolti dai carabinieri di Ferrara, che insieme ai vigili del fuoco stanno svolgendo gli accertamenti coordinati dalla procura, è emerso che a far accorrere i primi residenti nel vano contatori è stata l’improvvisa assenza di energia elettrica. Sembrava che fosse semplicemente saltato il dispositivo salvavita, ma una volta scesi nel locale per controllare, si sono trovati di fronte a fumo e fuoco, e hanno dato l’allarme avvertendo il custode e altri inquilini.
L’inchiesta in ogni caso si annuncia complessa; il sostituto procuratore sta anche valutando la decisione di incaricare un proprio consulente tecnico per ricostruire cosa sia andato storto sabato notte e risalire al fattore scatenante dell’incendio.
Uno degli elementi su cui si concentreranno le verifiche riguarda anche la circostanza, riferita da alcuni inquilini, secondo cui negli anni sarebbero state inoltrate varie segnalazioni circa allacci abusivi, ma non è ancora chiaro quale delle due Torri del Grattacielo fosse interessata né quale sia stato poi l’esito delle successive verifiche.
Quello che è certo è che i danni, da quantificare, sono ingentissimi. Si attende la relazione dei vigili del fuoco, mentre a supporto delle indagini della procura potrebbe affiancarsi anche una specifica consulenza tecnica. Al momento non risultano esserci persone indagate.