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L’episodio

Vigarano Pieve, rubata la statua di famiglia al cimitero

Alessandro Berselli
Vigarano Pieve, rubata la statua di famiglia al cimitero

Denuncia fatta. La testimonianza: «Gesto grave, sono amareggiato»

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Vigarano Pieve Un gesto di una pochezza umana disarmante quello avvenuto nei giorni scorsi al cimitero di Vigarano Pieve, dove ignoti hanno compiuto un atto che ha scosso profondamente non solo una famiglia, ma l’intera comunità. La statua della Madonna, collocata sulla tomba di un defunto come segno di fede, memoria e affetto, è stata strappata e portata via, lasciando dietro di sé sconcerto, amarezza e indignazione. Un gesto che va ben oltre il danno materiale, si configura come grave mancanza di rispetto verso i defunti, i loro familiari e un luogo che, per sua natura, dovrebbe essere inviolabile e improntato al silenzio, al raccoglimento e alla dignità.

Ad accorgersi dell’accaduto è stato il figlio del defunto, Massimo che, come di consueto, si reca a far visita al proprio caro e che, durante una delle visite, ha scoperto l’assenza della statua dalla tomba. Una scoperta che ha immediatamente fatto emergere tutta la gravità del gesto compiuto. «Sono sconcertato e amareggiato – ci racconta –, non riesco a comprendere come si possa arrivare a compiere un gesto simile in un luogo di raccoglimento e rispetto. È un atto che ferisce profondamente non solo la nostra famiglia, ma anche il valore stesso della memoria dei nostri cari».

Parole cariche di dolore e incredulità, che trovano eco anche nelle istituzioni. Alle dichiarazioni del familiare si unisce infatti la ferma condanna dell’amministrazione comunale. «Quanto accaduto al cimitero di Vigarano Pieve è gesto grave e inaccettabile – dice il vicesindaco Mauro Zanella – che colpisce quella famiglia e tutta la comunità. I cimiteri sono luoghi di raccoglimento, memoria e rispetto, e come tali devono essere tutelati. Esprimiamo piena solidarietà ai familiari e confidiamo che le autorità competenti possano fare luce sull’accaduto, affinché simili episodi non si ripetano».

La famiglia ha documentato l’episodio con fotografie e ha presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri, nella speranza che le indagini possano portare all’individuazione dei responsabili e, possibilmente, al recupero della statua sottratta. La scelta di rendere pubblico quanto accaduto nasce anche dalla volontà di richiamare l’attenzione su un problema più ampio, quello della tutela dei luoghi cimiteriali, spesso presi di mira da gesti vandalici o furti che colpiscono nel profondo il sentimento delle persone. L’auspicio è che la collaborazione dei cittadini e un rinnovato senso civico possano contribuire a prevenire episodi analoghi e a preservare il rispetto dovuto a spazi che rappresentano la memoria collettiva di una comunità. Chi compie gesti del genere non offende solo una singola famiglia, ma mina i valori fondamentali di convivenza, rispetto e umanità che tengono unito un paese.