La Nuova Ferrara

Ferrara

Il rapporto

Salute, energia pulita e imprese: Ferrara in ritardo sull’Agenda 2030

Andrea Mainardi
Salute, energia pulita e imprese: Ferrara in ritardo sull’Agenda 2030

Dal Rapporto Territori osservati 44 indicatori statistici. Ci sono invece buone notizie su parità di genere e servizi idrici: l’analisi nel dettaglio punto per punto

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Come accade da ormai sei anni, l’Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha pubblicato il Rapporto Territori che vuole analizzare l’andamento di vari indicatori nazionali, regionali e provinciali in relazioni agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Questi traguardi consistono in 17 obiettivi a loro volta composta in altri 169 “target” da raggiungere entro quattro anni. Gli indicatori statistici osservati e analizzati anche dal Centro Servizi per il Volontariato Terre Estensi si restringono a 44, riferiti a 12 dei 17 obiettivi precedentemente citati. Il confronto provinciale prende in esame i rapporti Asvis dal 2020 comparando gli indicatori regionali e provinciali con la media nazionale.

Salute ed istruzione

La prima analisi viene fatta sul tema della salute e il trend delle varie province dell’Emilia-Romagna si attesta in leggero calo rimanendo comunque in linea con le medie nazionali. Solo Bologna e Parma spiccano facendo leggermente meglio mentre Ferrara, nel 2025, è l’unica a scendere sotto ai valori nazionali confermando i dati poco incoraggianti del 2024. Passando all’istruzione vengono presi in sesami indicatori come la partecipazione alla formazione continua, la presenza di alunni disabili, il numero di bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia, le persone nella fascia di età 25-64 anni con almeno il diploma o il numero di laureati e con altri titoli terziari nella fascia 25-39 anni. Tutta la regione si piazza sopra alla media nazionale mentre Ferrara, scende un gradino sotto rimanendo soltanto nella media e peggiorando rispetto ai tre anni precedenti. Sempre “solo” in media anche Piacenza.

Energia

Passando poi al sesto “goal”, ovvero i servizi idrici, dopo tanti anni sotto la media il territorio estense compie un doppio salto in avanti attestandosi di molto sopra ai valori nazionali seguendo quindi il trend regionale. Dalla parte opposta invece l’energia elettrica intesa come consumi generali e produzione derivante da fonti rinnovabili. In regione solo Bologna, Forlì- Cesena, Piacenza e Rimini si attestano sui valori medi nazionali mentre Ferrara resta di poco sotto come tutti gli altri capoluoghi.

Occupazione e parità

Si passa poi al lavoro dove vengono analizzati fattori come il Pil pro capite, il tasso di occupazione, i giovani che non studiano e non lavorano e gli infortuni sul lavoro. Quasi tutte le province sono sopra la media nazionale, mentre Ferrara precipita nella media dopo tre anni consecutivi ampiamente sopra. Ferrara non riesce a migliorare invece, nel 2025, sul tema imprese, innovazione ed infrastrutture (banda ultralarga, prestiti a società e specializzazione). Quella estense è l’unica provincia a restare sotto la media nazionale confermando un trend negativo che persiste dal 2021. Passo indietro anche per quanto riguarda l’uguaglianza intesa come occupazione giovanile, permessi di soggiorno (di lungo periodo) rilasciati ed emigrazione ospedaliera. Qui Ferrara segue Piacenza scendendo sotto la media nazionale dopo anni di dati convincenti sul tema. La parità di genere, che analizza l’occupazione femminile, retribuzione e presenza di donne nelle amministrazioni comunali vede tutti i capoluoghi sopra la media. Ferrara compresa. Sulle città sostenibili gli indicatori di tutta la regione sono pessimi, Ferrara compresa, trascinati in basso dall’inquinamento atmosferico tipico della pianura. Per quanto riguarda l’impermeabilizzazione del suolo e le coperture artificiali i dati sono nella media italiana per quasi tutti i capoluoghi regionali.

In Itali

Infine, guardando i dati nazionali, l’Italia è in ritardo su quasi tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile. In particolare, come si legge nel Rapporto Asvis 2025, “emergono le difficoltà di gruppi e fasce della popolazione tradizionalmente svantaggiate, come under 16, giovani, donne, lavoratrici e lavoratori precari, nuovi e nuove italiane, anziane e anziani, aree interne e periferie urbane e sociali”. Le disuguaglianze territoriali si sommano al peggioramento della sostenibilità ambientale e l’Italia, scrive ancora Asvis, è “un Paese che invecchia e si svuota”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA