Violenza sulla sposa bambina a Ferrara, lui nega ma resta in carcere
Il 25enne ha risposto alle domande del giudice, dando la sua versione dei fatti. Una vicenda complicata, anche perché il ragazzo è stato ricoverato pochi giorni prima in psichiatria
Ferrara Nega di aver mai usato violenza. Nega di aver saputo che fosse poco più che una bambina, fino a pochi giorni fa almeno. Rimangono, in ogni caso, grossi interrogativi e grandi zone d’ombra nella vicenda della “sposa bambina”, la 14enne che sarebbe stata picchiata da un ragazzo di 25enne al quale sarebbe stata venduta dalla madre in una specie di matrimonio combinato.
L’udienza
Aspetti da chiarire, in ogni caso l’indagato – accusato di atti sessuali con minore, maltrattamenti e lesioni aggravate – rimane in carcere dopo l’udienza di convalida dell’arresto tenutasi nella tarda mattinata di martedì 13 gennaio. Il giudice delle indagini preliminari Marco Peraro ha ordinato la sua permanenza in custodia cautelare in carcere. Il ragazzo, assistito dall’avvocata a Marinella Razzè, ha risposto alle domande del giudice, dando la sua versione dei fatti. Come detto, ha negato di aver usato violenza nei confronti della ragazzina con lui convivente, spiegato che la loro unione fosse nata all’interno di un contesto familiare – i due sarebbero cugini di terzo o quarto grado – e che a lui era stata presentata come quasi maggiorenne, al punto che quando avrebbe scoperto la sua età reale avrebbe chiamato la madre di lei per “restituirla”. Non sembra essere stato convincente a sufficienza da evitare la custodia in carcere. La vicenda è complicata ancora di più dal fatto che, come documentato dalla difesa al giudice, il ragazzo fosse stato pochi giorni prima ricoverato in un reparto di psichiatria.
La vicenda
Secondo quanto ricostruito finora, la coppia era nel Ferrarese da pochi giorni, trasferitasi da un’altra regione dove vivevano sostanzialmente con la famiglia di lui. Dopo un litigio con il padre, il 25enne si è trasferito nella provincia estense, seguito dalla ragazzina. Sabato sera, dopo essere stata riempita di botte, la 14enne è uscita di casa ed è stata notata da una passante che ha subito allertato il 112. La ragazzina, con l’aiuto di un’interprete perché straniera, ha spiegato ai carabinieri tutta la vicenda, i precedenti episodi di violenza fisica (ma non si parla di violenza sessuale: i rapporti sarebbero stati tutti consenzienti, ma comunque considerati dalla legge fuori dal perimetro della legalità, vista l’età della vittima) pare corredati da sceneggiate di gelosia per inesistenti tradimenti, e ha spiegato l’origine di quel rapporto. Vista la situazione molto delicata, è stato attivato il Pronto intervento sociale (Pris) al quale la 14enne è stata affidata, in attesa delle determinazioni della Procura dei minorenni di Bologna.
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