Torre B inagibile, inizia l’odissea per trovare un alloggio a Ferrara
Una famiglia si racconta: «Abbiamo investito tutto al Grattacielo»
Ferrara «Stanno facendo il possibile, ma abbiamo paura. La nostra vita, tutta la nostra vita, è nell’appartamento in via Felisatti. Al quindicesimo piano del Grattacielo». La storia della famiglia Imran è uguale a quella di tante altre. Il via vai dagli uffici Sportello unico integrato di Corso Giovecca 203 è continuo e gli operatori cercano di ascoltare, capire e provare anche a risolvere situazioni che vedono solo strade in salita. Da domenica 61 famiglie, tutte quelle che abitano nella Torre B, dovranno trovare una sistemazione, per quanto tempo ancora non è dato sapere. Circa 200 persone che lavorano, studiano, abitano in città e che adesso non sanno dove andare. La maggior parte sono stranieri ed hanno le famiglie lontane. La domanda è dunque una sola: come può risolversi una simile situazione?
La storia
I coniugi Imran hanno quattro figli, di cui uno disabile. Sono di origini pakistane ma vivono in Italia da tanti anni ed hanno la cittadinanza italiana. «Lavoro come corriere - spiega l’uomo -. Ho uno stipendio fisso e un lavoro a tempo indeterminato. Siamo riusciti a comprare casa nel 2007 nel grattacielo. Era un zona per noi comoda e accessibile dal punto di vista economico. Abbiamo un mutuo e pian piano abbiamo fatto anche lavori di ristrutturazione». Nel corso del tempo «sono venute fuori tutte le beghe del grattacielo. Soldi su soldi da pagare, inquilini fantasma e soprattutto ci siamo resi conto di quanto possa essere difficile per nostra figlia muoversi in quel condominio». Anche gli Imran hanno provato a vendere. La loro è una casa grande, pagata circa 80mila euro. «Non ce ne avrebbero dati più di 20, per noi dunque è sempre stato impossibile cambiare». I figli sono quattro e con loro abita anche la nonna, arrivata dal Pakistan per non restare sola.
Il percorso
Ieri mattina la coppia si è rivolta allo sportello attivato in Corso Giovecca, così come indicato dal Comune. «Intanto ringraziamo chi comunque si sta occupando di noi - dicono con un filo di voce - La burocrazia è tanta e non riusciamo bene a capire tutti i passaggi tecnici. Ci hanno spiegato che noi siamo stati presi in carico dall’Asp avendo una situazione particolare e ci siamo quindi rivolti all’assistente sociale che ci segue». È stata lei intanto a guidarli nei primi passi. «Ci ha dato l’ottimo consiglio di chiedere la sospensione della rata del mutuo per motivi di emergenza e dalla banca hanno risposto che non dovrebbero esserci problemi. Così intanto quella cifra possiamo utilizzarla per pagare un alloggio temporaneo».
E qui inizia il vero problema. Le famiglie del grattacielo non abitano in alloggi popolari, ma sono tutti proprietari o in affitto da proprietari. Capire questo è fondamentale perché il Comune può aiutare cercando convenzioni e seguendo i casi più difficili, ma altro non può fare. È vero, ci sono tanti alloggi Acer sfitti ma esiste anche una lunga graduatoria di persone che stanno aspettando da tempo l’assegnazione. E quindi? Chi può, deve trovare soluzioni alternative.
La ricerca
«Noi siamo disposti a pagare, per quello che possiamo - dicono -. Al momento la rata è di poco più di 400 euro al mese, possiamo arrivare a 500. Ci hanno proposto la sistemazione in un albergo, ma la spesa è alta». O meglio. Il costo a persona al giorno è di circa 12 euro, che per una famiglia di sette persone sono 84 euro che diventano 2.520 al mese.
«Il nostro Isee non ci permette una cifra simile. Forse potevamo arrivare a 1.800 ma resta sempre tanto. Ci siamo messi in moto e cerchiamo un appartamento. La figlia più grande va al liceo, deve studiare tanto e avere il suo spazio. Anche il secondo ha una scuola impegnativa. L’altro nostro figlio invece è disabile non verbale. Le loro esigenze, che vengono sempre prima delle nostre, sono diverse», spiega la moglie. «Io lavoro a chiamata per una cooperativa, adesso ovviamente sono ferma. Non pretendiamo nulla dal Comune, sia chiaro. Chiediamo solo un aiuto nel trovare una soluzione adatta a noi».