Chimica, anatomia di una crisi: le strade per rilanciare Basell a Ferrara
Sabato alla Sala Estense sindacati, Comune e Regione a confronto. Gli obiettivi: dall’abbattimento dei costi alla costruzione di progetti di sviluppo
Ferrara Si terrà sabato 17 gennaio la tavola rotonda dedicata a “Basell a Ferrara: Chimica al bivio, chi vuol scommettere sul futuro?” alla Sala Estense, con inizio alle ore 9.30. Interverranno Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Alessandro Balboni, vicesindaco di Ferrara e le segreterie territoriali dei sindacati dei chimici Filctem, Femca e Uiltec.
A introdurre il senso dell’iniziativa è Ida Salvago, della Filctem: «L’obiettivo principale sia quello di rimettere Basell, il petrolchimico e, più in generale, tutte le realtà industriali del sito al centro della vita cittadina. Il petrolchimico – ha sottolineato – è un patrimonio di Ferrara, non qualcosa di separato o marginale. È parte della sua storia industriale, economica e sociale».
La giornata di sabato, nelle intenzioni dei promotori, vuole quindi essere un punto di partenza per costruire un percorso condiviso. Un percorso che metta insieme le rivendicazioni sindacali, il ruolo delle istituzioni e la responsabilità delle aziende. «Insieme alla Regione Emilia Romagna e al Comune di Ferrara – ha spiegato Salvago – auspichiamo che possa partire un cammino sinergico, capace di tenere insieme ciò che chiedono i lavoratori e ciò che le istituzioni possono concretamente fare, anche per impegnare le imprese su un terreno di prospettiva».
Nessuna sottovalutazione delle difficoltà, anzi. Durante la conferenza stampa è stato ribadito con chiarezza che la crisi esiste ed è reale. Una crisi che colpisce le aziende e, di conseguenza, i lavoratori. Ma il punto centrale, ha insistito Salvago, è il modo in cui la si affronta: «È l’approccio alla crisi che può cambiarne le conseguenze. Non possiamo limitarci a subirla, dobbiamo governarla».
Sul quadro generale della crisi industriale è intervenuto Eugenio Benini della Uiltec, che ha ricostruito un contesto ormai evidente da anni ma oggi più acuto. «La crisi – ha spiegato – sta colpendo l’industria in modo trasversale, nessun settore è escluso. La chimica, però, sta subendo contrazioni particolarmente forti».
Tra i fattori critici, Benini ha richiamato la perdita di opportunità legate al Pnrr: l’assenza, in Italia, di progetti di sviluppo strutturati per la chimica ha comportato la rinuncia a finanziamenti importanti che avrebbero potuto sostenere l’innovazione e la riconversione.
A questo si aggiunge una pressione competitiva crescente dall’estero, con prodotti e materie prime che arrivano sul mercato europeo a costi drasticamente inferiori. «In alcuni casi – ha avvertito – i prezzi sono anche la metà di quelli che le nostre aziende possono sostenere, proprio per questo i sindacati stanno cercando di muoversi in anticipo, prima che la situazione degeneri. Con Regione e Comune vogliamo lavorare su soluzioni concrete, dall’abbattimento dei costi alla costruzione di progettualità di sviluppo futuro per il sito».
A chiarire il senso politico e operativo della giornata di sabato è stato Emanuele Larosa della Femca: «Vogliamo coinvolgere la cittadinanza – ha detto – e allo stesso tempo investire le istituzioni della responsabilità di conoscere fino in fondo ciò che sta accadendo e ciò che, secondo noi e secondo i delegati, si potrebbe fare». Un passaggio fondamentale per trasformare il confronto in un vero percorso di lavoro condiviso. «Ci aspettiamo – ha concluso – un colloquio serio, un inizio di programma. Poi saranno le istituzioni a raccordarci e a indicarci la direzione realmente percorribile».
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