Ferrara, lettere di minacce a casa: la stalker era la convivente
Una donna a giudizio per atti persecutori nei confronti del convivente e dei familiari. Per diversi mesi lasciava e inviava missive anonime con insulti e velate minacce
Ferrara Nove messaggi sgrammaticati, scritti su bigliettini lasciati sul parabrezza delle auto o nei pressi delle abitazioni o mandati per posta. Accuse con richieste di denaro e velate minacce. Un comportamento protrattosi per quasi un anno intero, da marzo a novembre 2023. Atti persecutori, il reato per il quale una donna è imputata ed è stata rinviata a giudizio ieri mattina dopo la discussione dell’udienza preliminare. Un contesto particolare, perché quei biglietti erano sostanzialmente diretti al convivente della donna, in quello che appare come uno stalking in famiglia, nel quale sono rimasti coinvolti, subendolo, anche altri parenti dell’uomo, tutti parti civili assistite dall’avvocato Pasquale Longobucco.
Secondo l’imputazione, tutto è iniziato nel marzo del 2023 con due biglietti dattiloscritti, uno lasciato sul parabrezza dell’auto del convivente e l’altro fattogli recapitare per posta. C’era scritto: «Quando vi - impegnerete - a pagare - Quando vi - impegnerete - a pagare i - debiti - de vostri familiari».
A giugno altro biglietto: «Siete bravi – Uno pieno di debiti – l’altro va a puttane – Per fjnjre la – star – avete il coraggio – di – parlare – pagate tutto – e poi attenzione». Due mesi dopo la replica: «Ora basta – dovete pagare tutto e – tutti avete osato – con le persone sbagljate – attenzione ai vecchj – ale moglj figlj».
Un’altra serie di biglietti, tutti dello stesso tenore, sempre facente riferimento a presunti debiti e possibili conseguenze per il mancato saldo degli stessi, sono stati mandati anche ad altri parenti del convivente, in particolare nel mese di novembre, quando se ne contano addirittura tre nella stessa data. Altro fatto particolare in questa vicenda è che, almeno per quanto riguarda le lettere e i bigliettini anonimi fatti pervenire nell’abitazione condivisa con il convivente, la stessa donna aveva presentato denuncia ai carabinieri. Fino a che le indagini non hanno portato a scoprire che l’autrice fosse proprio lei.
Dopo la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero Andrea Maggioni, ieri è stata discussa l’udienza preliminare davanti al giudice Marco Peraro che ha accolto la richiesta di processare la donna avanzata dalla procura e alla quale si è associata ovviamente anche la parte civile. La prima udienza è stata fissata in calendario per il 16 marzo prossimo.
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