Giorno della Memoria, le iniziative a Ferrara per non dimenticare
Si comincia martedì 20 gennaio con la lucidatura delle pietre d’inciampo: «Necessario coinvolgere i giovani»
Ferrara Un programma diffuso nella città e pensato soprattutto per le nuove generazioni: Ferrara si prepara al Giorno della Memoria con un calendario di iniziative che intreccia storia, educazione e partecipazione civile. Un percorso «nutrito e che segue un filo logico», come lo ha definito Anna Quarzi, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea, che prende avvio dalle pietre d’inciampo e arriva fino al teatro, agli archivi e al Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.
Il cuore simbolico delle celebrazioni è proprio la memoria che entra nello spazio urbano. Dopo la prima posa avvenuta lo scorso anno in via Mazzini, il programma di quest’anno rafforza il legame tra città e scuole: martedì e giovedì saranno gli studenti di diversi istituti cittadini a prendersi cura delle pietre già presenti, lucidandole e restituendo leggibilità ai nomi incisi sull’ottone. «La lucidatura delle pietre d’inciampo – ha sottolineato l’assessore Gulinelli – è un gesto di cittadinanza attiva e permette di sperimentare cosa vuol dire prendersi cura delle persone a cui sono legate».
Momento centrale sarà la cerimonia di svelamento delle nuove pietre d’inciampo dedicate alla famiglia Ravenna-Rossi, in programma mercoledì 21 gennaio alle 11 in via Bologna, nei pressi del civico 16. Cinque le vittime ricordate: Gino Ravenna, Letizia Rossi, Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna. «Ferrara - ha fatto sapere con una nota il sindaco Fabbri - rinnova il proprio impegno nel ricordare le vittime delle persecuzioni e nel trasmettere la memoria».
Sempre mercoledì il Meis ospiterà la presentazione del progetto “Le case di Micol”, dedicato a quattro donne ebree ferraresi, frutto di una ricerca di Piervittorio Milizia che unisce indagine storica e linguaggi audiovisivi, con il coinvolgimento di scuole di cinema italiane, polacche e dal Belgio. Il 26 gennaio l’attenzione si sposterà sulla figura di Primo Levi con l’incontro “Primo Levi: lettere ai tedeschi”, a cura dell’Università di Ferrara. Protagonista sarà Stefano Bartezzaghi, in dialogo su un progetto europeo che ha portato alla traduzione e allo studio integrale delle lettere inviate da Levi ai suoi corrispondenti tedeschi, ora disponibili online su LeviNet. «È la prima volta – ha spiegato Isabella Mattazzi, docente di Letteratura Francese all’Università di Ferrara – che queste lettere vengono restituite al pubblico italiano nella loro interezza».
Il 27 gennaio, subito dopo il momento istituzionale, al Teatro Comunale Abbado andrà in scena uno spettacolo dedicato a Giacomo Matteotti, scelto per riflettere sulla perdita dei diritti e sulla discriminazione. «Finché c’è la nostra generazione, che ha accolto le esperienze e le testimonianze, a trasmettere questi messaggi – ha ricordato il prefetto Massimo Marchesiello – c’è ancora una possibilità. Poi resta il dubbio. Per questo è fondamentale parlare ai giovani».
La giornata proseguirà al Circolo Negozianti con l’esibizione di Carlo Bergamasco, che accompagnerà letture con musiche di compositori ebrei perseguitati, tra cui Ilse Weber e Viktor Ullmann. «Nel 2026 – ha spiegato Bergamasco – ricordare significa interrogarsi sull’antisemitismo di oggi e sulle sue radici».
Ampio anche il contributo del Meis, con iniziative rivolte a studenti, adulti e pubblico internazionale. Dal collegamento nazionale con il memoriale di Auschwitz-Birkenau, che vedrà il coinvolgimento del ministro dell’Istruzione, all’inaugurazione della nuova sezione laboratoriale “Il ’900 in una stanza”, fino all’incontro del 29 gennaio dedicato allo sport sotto le leggi razziali, con la presentazione della storia del pugile ebreo ferrarese Primo Lampronti, ricostruita dagli studenti del liceo Roiti. A chiudere il programma, il 29 gennaio, anche la pubblicazione delle carte della Prefettura al Palazzo delle Sinagoghe a cura dell’Archivio di Stato.
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