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L’emergenza

Incendio al Grattacielo, fuori gli sfollati dal Palapalestre. Domenica il presidio e si prepara l’interrogazione parlamentare

Incendio al Grattacielo, fuori gli sfollati dal Palapalestre. Domenica il presidio e si prepara l’interrogazione parlamentare

I gruppi consiliari di minoranza chiedono la proroga dell’emergenza perché molte persone rimarranno senza un tetto sulla testa. Il rogo alla Torre B diventa un caso nazionale e la senatrice Cucchi parla di “decisione vergognosa”

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Ferrara Mentre il centrosinistra cittadino cerca di affrettare i tempi affinché gli sfollati dell’incendio alla Torre B possano trovare un tetto sopra la testa per la notte, una “buona parola” cerca di metterla anche il centrosinistra nazionale e il caso Grattacielo si appresta ad arrivare in Senato. 

Dov’eravamo rimasti

Scade oggi (17 gennaio) per i residenti nella torre B del Grattacielo la possibilità di recuperare gli effetti personali nelle case. All’alba di una settimana dall’incendio che ha stravolto la vita delle 200 persone che vi abitavano, verranno posti i sigilli all’edificio. La struttura sarà interessata da lavori di bonifica e fino al termine (l’ordinanza firmata dal sindaco dice 30 giorni) nessuno potrà accedervi. In questi giorni circa 60 persone hanno trovato riparo al Palapalestre di via Tumiati, dove è stato allestito un campo sfollati. Ma entro le 15 di domani, dopo il pranzo, la palestra dovrà essere liberata. Nessun’altra soluzione alternativa è stata individuata, pertanto molti si ritroveranno senza casa. È questo il motivo per cui le associazioni Cittadini del Mondo e Ferrara per la Palestina hanno organizzato un presidio in via Tumiati domani alle 14

Richiesta di proroga

I gruppi consiliari dell’opposizione (Pd, M5s, La Comune e Civica Anselmo) stanno invece battendo la strada istituzionale, facendo sapere di aver inviato via Pec una richiesta formale e urgente al Prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello e al sindaco Alan Fabbri «per chiedere la proroga della fase emergenziale e delle misure di accoglienza attualmente in essere». Oltre a questo, «la garanzia che la cessazione dell’accoglienza avvenga solo a fronte di soluzioni abitative effettive e verificabili, evitando che l’emergenza venga di fatto scaricata sulle singole persone o sul volontariato».  Infatti, «numerose persone accolte al Palapalestre non dispongono, allo stato attuale, di soluzioni abitative alternative e immediate. Inoltre, alcune hanno segnalato difficoltà oggettive nell’accesso a locazioni temporanee sul mercato privato, anche in ragione del brevissimo tempo avuto a disposizione».

L’interrogazione parlamentare

Una situazione che ha lasciato incredula anche Ilaria Cucchi, senatrice di Avs che ripercorre le tappe dell’incendio fino alla «decisione vergognosa». Dopo il rogo divampato al Grattacielo ci sono «17 persone intossicate, 200 che da un momento all’altro si ritrovano senza niente, in mezzo a una strada. Si muove l’amministrazione comunale: trova una sistemazione al palazzetto dello sport, e l’umanità sembra resistere. Poi, passano pochi giorni, e si inverte la rotta. Via dal palazzetto perché, questa la giustificazione del Comune, il grattacielo era una “struttura privata”. Tradotto: private, quindi lasciate ai singoli, devono essere anche le soluzioni. La vita di decine di famiglie polverizzata così, una seconda volta, quando più sono in difficoltà. Domani, 18 gennaio, non potranno più accedere alla struttura. Secondo la destra, sono queste le politiche che creano sicurezza. Chi ce la fa da solo, è libero di fare quello che vuole. Tutti gli altri, condannati all’abbandono. In questo caso, ciliegina sulla torta, parliamo anche di tante persone fragili e minori. Non ci sono parole. Questa è una decisione vergognosa. Alla quale mi opporrò, con tutte le mie forze. Sono pronta a depositare un’interrogazione parlamentare. Non possiamo lasciarla vinta alla disumanità».