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Dopo il rogo

Grattacielo di Ferrara, l’appello: «Prorogare la fase emergenziale»

Annarita Bova
Grattacielo di Ferrara, l’appello: «Prorogare la fase emergenziale»

I consiglieri di minoranza a Regione e Protezione civile: «Non lasciare sola l’Amministrazione comunale»

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Ferrara «Come consigliere e consiglieri comunali, presidenti dei gruppi consiliari di minoranza, abbiamo appena inviato via Pec una richiesta formale e urgente al Prefetto di Ferrara e al sindaco per chiedere la proroga della fase emergenziale e delle misure di accoglienza attualmente in essere».

A dirlo in un documento sono i capogruppo consiliari di La Comune (Anna Zonari) del Partito democratico (Anna Chiappini), della Civica Anselmo (Fabio Anselmo) e del Movimento 5 stelle ( Marzia Marchi).

Nella richiesta si evidenzia come «numerose persone accolte non dispongano, allo stato attuale, di soluzioni abitative alternative immediate. Alcune hanno inoltre segnalato difficoltà oggettive nell’accesso a locazioni temporanee sul mercato privato, anche in ragione del brevissimo tempo avuto a disposizione – si legge nella nota –. A fronte di ciò, la cessazione dell’accoglienza comporterebbe il rischio concreto e immediato di persone prive di alloggio, con evidenti ricadute sociali, sanitarie e di ordine pubblico». I consiglieri di tutti i gruppi dell’opposizione, pur prendendo atto dell’intenzione annunciata dal sindaco Fabbri di attivare interlocuzioni con il mercato privato e con strutture ricettive, «non ci risulta tali attività siano state avviate e comunque richiedono tempi tecnici non compatibili con l’immediata chiusura della fase emergenziale».

Per questi motivi, aggiungono i consiglieri, «chiediamo la proroga dell’accoglienza presso il Palapalestre almeno fino a quando non sarà definito un quadro chiaro sugli esiti delle verifiche tecniche e sui tempi di rientro – vanno avanti i consiglieri –, in alternativa o in subordine, la valutazione dell’allestimento di una soluzione di accoglienza strutturata di Protezione civile e il coinvolgimento pieno della stessa e della Regione Emilia-Romagna, affinché la gestione dell’emergenza non ricada esclusivamente sul Comune». Inoltre, «la garanzia che la cessazione dell’accoglienza avvenga solo a fronte di soluzioni abitative effettive e verificabili, evitando che l’emergenza venga di fatto scaricata sulle singole persone o sul solo volontariato». Infine, «in una situazione caratterizzata da incertezza tecnica e da possibili ulteriori sviluppi, si richiama il principio di precauzione e di responsabilità istituzionale: l’emergenza non può dirsi conclusa per atto amministrativo finché permangono le condizioni che l’hanno determinata».

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