Ferrara, umiliata e offesa dal compagno anche con insulti a sfondo razziale
Un 60enne rinviato a giudizio per maltrattamenti pure in presenza dei figli
Ferrara Insultata, anche a sfondo razziale, umiliata, costretta a subire pressioni per smettere di lavorare e di frequentare le proprie amicizie. Ma anche assaltata fisicamente, con mani al collo, spinte, con la testa presa e sbattuta contro i muri di casa. L’invito, almeno in un’occasione, di andare a dormire in garage, impedendole di entrare nell’abitazione.
Maltrattamenti veri e propri nei confronti di una 30enne straniera, che sarebbero stati compiuti anche in presenza dei figli piccoli della donna, da un 60enne di nazionalità italiana per il quale è stato emesso il decreto di rinvio a giudizio.
Secondo il castello accusatorio costruito in base alla denuncia della donna e alle indagini dei carabinieri, i maltrattamenti si sarebbero protratti per circa tre anni, dal 2021 al 2024. L’uomo avrebbe vessato la compagna convivente con insulti di varia natura, come detto anche a sfondo razziale, con offese per il colore della pelle, e poi dandole della «prostituta» e della «puttana», mettendole sotto controllo il telefonino, cercando di impedirle di frequentare amiche e amici, invitandola ad abbandonare il lavoro. Alcuni episodi specifici di violenza non solo verbale: secondo l’accusa in un’occasione il 60enne avrebbe preso la compagna per la gola durante una discussione e l’avrebbe poi rinchiusa in camera da letto. Ancora, in più occasioni le avrebbe sbattuto la testa contro il muro, una volta dopo che la figlia aveva rotto un libretto di preghiere strappandolo di mano alla mamma. Un’altra volta l’avrebbe tenuta fuori casa, lasciandole un biglietto con l’invito ad andare a dormire in garage. La Procura aveva per la verità chiesto l’archiviazione delle indagini, ma il giudice aveva disposto l’imputazione coatta. Al termine dell’udienza preliminare l’uomo è stato rinviato a giudizio.
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