Boss in Incognito alla Macè di Dosso fa emozionare, com’è andata la puntata e le parole dei protagonisti
L’azienda del Gruppo Pivetti è andata in onda su Rai 2 e il direttore Sabattini si è camuffato per lavorare con suoi dipendenti
Dosso Non si conosce una persona mai abbastanza e per oltrepassare la corazza esteriore occorre valicare quelle barriere gerarchiche che spesso il lavoro prevede. Calarsi nei panni – letteralmente – di un dipendente può essere la strada giusta, ed è anche questo lo scopo di Boss in Incognito, il docu-reality in onda su Rai 2 che ieri sera ha visto protagonista la provincia di Ferrara per la prima volta. A camuffarsi è stato Gabriele Sabattini, direttore amministrativo di Macè, azienda che fa parte della holding Pivetti e da 25 anni trasforma la frutta fresca attraverso tecnologie avanzate e sostenibili. È nella fabbrica di Dosso, frazione di Terre del Reno, che vengono prodotti succhi freschi, insalate di frutta, pesti e salse a base di legumi. La sostenibilità ambientale è un fiore all’occhiello della Macè e a sottolinearlo in trasmissione è stata Paola Pivetti, ceo del Gruppo che porta il suo cognome, lo stesso del padre e del nonno che hanno dato il via a tutto. Un’impresa che rappresenta una perla per il territorio ferrarese, su cui si accendono anche i riflettori della Rai.
La puntata
Qui si è immerso Sabattini, nell’azienda che conosce come le sue tasche e che vive da dentro da 11 anni, tanto che «i lavori, che compongono le varie fasi della produzione, in cui mi sono cimentato già li avevo fatti», spiega alla Nuova. Barba, baffi, parrucca, naso e denti finti. Gabriele ha così assunto l’identità di Umberto, disoccupato di Pieve di Cento che doveva essere reintrodotto nel mondo del lavoro. Con questa scusa, e l’idea di dover girare un documentario, le telecamere sono entrate nella fabbrica di Dosso senza insospettire troppo i dipendenti. Il boss in incognito ha quindi affiancato Denise nel taglio della frutta, Elvis sulla linea dei succhi, Andrea nello smistamento degli ordini che arrivavano in magazzino e Naima nella preparazione dell’humus speziato. In campo anche la conduttrice, Elettra Lamborghini, che ha collaborato con Sabrina al confezionamento delle insalate di frutta fresca. «Elettra è stata molto simpatica – dice Gabriele –, visto l’accento uguale si è sentita a casa».
Le emozioni
Per il dirigente Macè è stata «un’esperienza meravigliosa» e anche con un travestimento «è uscita in maniera libera la parte vera di me». Sì il lavoro, ma sono emerse soprattutto le storie dei dipendenti di Dosso: difficili, di fronte alle quali «mi sono emozionato fino a piangere – ammette Sabattini –. Alcune le conoscevo ma questo ha permesso loro di aprirsi di più rispetto a quanto magari avevano già fatto, così ci siamo parlati liberamente». Lo conferma la stessa Denise, che non ha fatto segreto della malattia contro cui ancora lotta: «È stato impegnativo a livello emotivo e mentale, perché si vanno a toccare dei tasti non piacevoli. Per quanto puoi conoscere il boss in veste normale, questi momenti non sarebbero mai usciti… così ti senti più a tuo agio nel metterti a nudo».
Gabriele aveva paura di essere scoperto, ma il trucco e parrucco è stato impeccabile: «Qualcuno non ci credeva anche dopo la rivelazione – afferma l’amministratore –, qualcun altro mi ha riconosciuto dal sorriso. È stato molto bello, così come gli abbracci». E al momento dell’incontro c’è stato spazio anche per qualche dono ai dipendenti – viaggi, concerti, un corso di pittura, contributi economici –, a coloro che magari hanno sulle spalle un peso, ma al lavoro portano soltanto il sorriso.
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