Un appello per gli sfollati del Grattacielo e i timori per la torre A. «Aiuti ancora non sufficienti»
Tanta solidarietà, anche in forme concrete, è arrivata in questi giorni «ma ora servono alloggi» dice Bedin (Viale K). Intanto si teme l’evacuazione dell’altro edificio
Ferrara «È come provocare una frana. Muovi un sasso a monte e poi a catena più in basso si forma un crollo che trascina con se tutto. La frana della solidarietà non fa disastri ma li recupera e rimargina ferite, crea legami di amicizia e di futura sempre nuova convivenza». Le parole di Domenico Bedin scaldano il cuore. In via Mura di Porta Po 9, nel luogo di accoglienza degli sfollati della Torre B, si sono presentate tante persone a portare aiuto. Coppie giovani, singoli giovani timidi e attenti a non disturbare, vecchi amici da sempre attenti agli altri, studentesse curiose di sapere e conoscere quello che è successo. E poi le offerte in denaro che stanno arrivando sul conto dedicato di Viale K, «di cui raccogliamo i nominativi e che rendiconteremo con precisione sono un incoraggiamento a continuare e a migliorare il servizio e il sostegno a questi amici». E ancora, «non avevamo l’acqua calda e ora l’abbiamo, arriveranno un distributore di bevande e le pentole termos per tenere calda la cena per gli ospiti che al rientro dal lavoro o dal peregrinare alla ricerca di una nuova casa potranno mettere qualcosa in pancia». Adesso però «bisogna andare oltre. Queste persone stanno cercando degli alloggi provvisori o addirittura definitivi fuori dal grattacielo. Serve un nuovo sforzo solidale. Mi permetto di fare un appello a tutti coloro che hanno ambienti disponibili, a privati che magari hanno appartamenti chiusi, istituzioni civili e religiose che posseggono immobili in città, imprese, cooperative, associazioni. Nella struttura di Mura di Porta Po 9 l’associazione Viale K ha sospeso il doposcuola per ragazzi che ne hanno molto bisogno. Cerchiamo aiuto per tornare anche noi alla normalità. Possiamo farlo».
Torre A
La situazione è dunque al momento molto delicata ma sotto controllo. E il timore è che, come pare sia nell’aria, presto anche tutte le persone che si trovano nella Torre A (dove peraltro hanno trovato ospitalità anche tanti residenti nella Torre B) dovranno abbandonare le loro case perché non a norma con l’anticendio. Insomma, la legge parla chiaro ed è uguale per tutti, in particolar modo dopo quello che è successo.
La critica
«Se non fosse per l’impegno di alcune associazioni di volontariato sarebbe pure peggio per le persone e per la città, che si ritroverebbe con 200 senzatetto forzati – si legge in una nota firmata da Possibile, Avs, Coalizione civica e La Comune –. Man mano che passano i giorni è sempre più evidente l’inettitudine dell’amministrazione Fabbri. Non è solo la disumanità della scelta di non aiutare, ma soprattutto la manifesta incapacità di far fronte ai problemi reali, ad un’emergenza di queste dimensioni». E aggiungono «per il Grattacielo, Fabbri avrebbe potuto portare a compimento il progetto tracciato dalla giunta precedente, che prevedeva una sorta di permuta di appartamenti e la successiva demolizione dello stabile, ma c’era da lavorare, non era già tutto pronto. Quando è stato varato il Super Bonus del 110%, non è riuscita a far nulla nonostante i grandi annunci e intanto appartamenti “pericolosi” sono stati regolarmente venduti o affittati. Peccato che, in base al decreto legge del 25 gennaio 2019 spettasse al Comune il dovere di esercitare funzioni di controllo».
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