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Ferrara, ritrovato uno storico architrave che arredava i camerini di Alfonso I

Matteo Ferrati
Ferrara, ritrovato uno storico architrave che arredava i camerini di Alfonso I

Il prezioso elemento architettonico ritorna nel Castello Estense dopo secoli. La scoperta è avvenuta per caso dalla guida turistica Simonetta Pazzi: il marmo era usato da un privato come panca

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Ferrara Il Castello Estense riaccoglie un importante elemento architettonico del Cinquecento, un architrave marmoreo voluto da Alfonso I d’Este (terzo duca di Ferrara) per l’arredamento dei suoi sontuosi camerini segreti d’alabastro, emblema del Rinascimento ferrarese. Il marmo porta infatti incisa, nella porzione inferiore dell’architrave, la scritta in latino a caratteri capitali “ALFONSUS DUX III”.

Si è tenuta nella mattinata di ieri, nella sala dell’Imbarcadero 2 del Castello, la cerimonia di riconsegna di questo pregiato pezzo d’arte da parte del comandante del nucleo carabinieri “Tutela patrimonio culturale” di Bologna Carmelo Carraffa. Presenti anche Daniele Garuti, presidente della provincia di Ferrara e l’architetto Marco Borella.

La bizzarra riscoperta Il ritrovamento è avvenuto per puro caso. La guida turistica ferrarese Simonetta Pazzi sta passeggiando quando si imbatte, grazie allo sfalcio di una siepe e grazie al proprio sguardo attento, in un oggetto che assomiglia molto ai due architravi (questi, al loro posto) nei camerini d’alabastro. Tuttavia, questo particolare oggetto ignoto si trova all’interno del cortile di un immobile privato e viene utilizzato come panca. Pazzi decide di recarsi nell’ufficio dei carabinieri di corso Giovecca per fare la segnalazione. Passano alcuni mesi, l’investigazione è delicata e deve rimanere assolutamente segreta, ma alla fine l’architrave torna al suo posto.

Il proprietario dell’immobile ricorda che, fin dall’acquisto dell’appartamento da parte del padre (oltre 60 anni fa), quell’elemento architettonico era sempre stato lì. L’uomo è infatti rimasto stupito quando i carabinieri sono arrivati per il sequestro dell’oggetto, perché non aveva idea del valore storico e culturale di questo. Fortunatamente, essendo inconsapevole di ciò, il proprietario è esente da qualsiasi colpa.

Dopo la Devoluzione nel 1598, parte del prezioso arredamento dei camerini fu disperso, tra cui proprio questo architrave. E grazie a una ricerca archivistica di inizio anni 2000, si è risaliti a una indicazione del Seicento di come fossero fatte le porte delle stanze di Alfonso I: tutte recavano originariamente in cima degli architravi, dodici in tutto, i quali erano però già dispersi a quell’altezza cronologica.

L’investigazione «Dopo la segnalazione è partita l’attività – spiega il comandante Carraffa –, che nasce dal lavoro del nucleo Tpc di Bologna coadiuvato dal comando provinciale dei carabinieri di Ferrara e dall’Unita organizzativa della gestione del patrimonio della Provincia di Ferrara. Bisognava prima di tutto capire la provenienza e la storia dell’architrave, grazie all’aiuto dei tecnici come l’architetto Borella. Abbiamo capito da subito che si trattava dell’originale: l’iscrizione era la medesima, con le stesse scritte in latino di quelle riportate all’interno del Castello. Infatti, al posto dell’architrave mancante ne era stata posta una finta in legno».

Daniele Garuti, presidente della provincia, ringrazia chi ha collaborato al recupero: «I carabinieri sono i nostri angeli custodi, soprattutto in materia del nostro patrimonio culturale. Ringrazio l’architetto Marco Borella, che ha lavorato e vissuto in prima persona le dinamiche evolutive del Castello. Vorrei ringraziare in particolare Simonetta Pazzi: le cose non capitano da sole, a volte è necessaria la collaborazione, la sensibilità dei cittadini. Senza il suo ritrovamento, non saremmo qui oggi. Voglio infine sottolineare l’impegno corale di tutti coloro che hanno collaborato a rendere possibile questa giornata».

Il Castello Estense ritrova finalmente un pezzo unico, il simbolo di un gusto artistico profondamente legato alla classicità.

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