Inflazione, a Ferrara fiammata di fine 2025: il carrello della spesa pesa tanto
In dicembre +0,6% rispetto al mese precedente, +1,2% nel giro di un anno
Ferrara Il 2025 si è chiuso a Ferrara con una crescita dell’inflazione. I dati di dicembre, ufficializzati dall’ufficio statistica del Comune su base Istat, certificano un +1,2% complessivo sull’analogo mese dell’anno precedente (tasso tendenziale, tra l’altro lo stesso della media nazionale in Italia) e dello 0,6% in appena un mese (tasso congiunturale).
Alimentari Tra le cause principali è da sottolineare l’incremento dei generi alimentari che in 12 mesi hanno avuto una crescita media dell’1,9% e in un solo mese (complici le feste natalizie) l’incremento generale è stato dello 0,5%. Si segnalano gli aumenti più consistenti che vedono l’apice nel cacao in polvere e nel caffè: impennata in un anno rispettivamente del 19,3% e del 18,1%. Aumento in doppia cifra anche per la frutta con nocciolo +10,6%. Da rilevare anche pane +4,3%, carne suina +5,2%, pollame +6,4%, pesce +8,3%, formaggi +5,5%, cioccolata +6,8% e uova +6,5%. Particolare importante: questi aumenti sono riferiti solo all’asse temporale di un anno, ma la crescita negli ultimi tre anni è stata quasi in tripla cifra. C’è il caso emblematico dell’olio d’oliva che pur avendo nel confronto con il 2024 un calo del 17,7%, rispetto a fine 2022 si trova con l’attuale prezzo triplicato. In pratica sta diventando sempre più oneroso acquistare i generi di prima necessità, ma è addirittura un piccolo lusso anche mangiare fuori o farsi preparare il cibo già pronto.
Ristorazione L’impennata dei generi alimentari si ripercuote inevitabilmente anche sui costi di ristorazione, anche se c’è da sottolineare come anche qui dipende dall’esercente nell’applicare costi aggiuntivi (dal coperto al servizio bevande fino alla caffetteria). In un anno i servizi ricettivi e di ristorazione hanno fatto segnare un aumento medio del +4,4% (+1,3% se il raffronto viene fatto solo sul mese precedente). I costi per le consumazioni al bar sono cresciuti del 5,7%, quelle al ristorante del 2,7% e il food delivery del 4,7%. Incrementi anche per l’alloggio sia un albergo +6,7% e degli alloggi vacanze +13% e anche qui incidono voci legati ai pasti (dalla prima colazione alla pensione completa).
Trasporti È diventata più cara anche la voce trasporti con un incremento annuo del +1,4% e mensile addirittura del +1,7% (in assoluto l’incremento più rilevante di settore rispetto a novembre 2025), questo per la crescita del costo di noleggio mezzi di trasporto +13,7%, del costo del biglietto per l’autobus extraurbano +6,8%, dei voli nazionali +15,1%. Andamento anomalo per i combustibili per autotrazione. C’è un calo annuo della benzina verde -2,8%, ma c’è da rilevare l’incremento del gasolio del +1,2%. Poi parcheggi +0,5% e pedaggi +1,6%.
Sanità Anche se a dicembre le spese hanno fatto registrare una lieve flessione, durante il 2025 hanno avuto un discreto incremento del +2,5%, specie per apparecchi terapeutici +6,9%, accertamenti di laboratorio +3,9% e servizi medici specialistici +2,9%.
Utenze domestiche Attenzione particolare merita anche questa voce. Dopo gli aumenti spropositati degli anni scorsi, si chiude l’anno con un calo medio del -2,6%. Ma preoccupa l’aumento nell’ultimo mese sia del gas e dell’energia elettrica entrambi a mercato libero: che sia l’inizio di nuovi rincari ingiustificati?
Abbigliamento Costa di più anche vestirsi con una crescita annua del +1,1%. Abiti e pantalone uomo +1,8%, pullover donna +2,4%, indumenti per neonati +3,1%. Prezzi ovviamente che non tengono conto dei saldi invernali entrati in vigore da inizio gennaio 2026.
Curiosità Come in novembre i prodotti che in assoluto hanno avuto un incremento maggiore in un anno sono i gioielli +28,3%: va bene che l’oro è un bene rifugio, ma qui si comincia a esagerare. Costa di più anche fumare con un +3,9% medio per le sigarette e chissà che non sia un buon deterrente per smettere. Crescono i costi dei servizi ricreativi e sportivi +4,8%, i servizi bancari +4,3%, i servizi postali +5,2% e anche andare al cinema c’è stato +2,5%, alla faccia di Checco Zalone. Non c’è che dire, anche a Ferrara l’inflazione ha purtroppo nuovamente intrapreso un “buen camino”.
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