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Ferrara città 30? Arriva la risposta dal Municipio

Ferrara città 30? Arriva la risposta dal Municipio

Il vicesindaco Balboni critica l’amministrazione del Partito democratico a Bologna: «Non servono slogan vuoti, noi lavoriamo ascoltando uno per uno i cittadini»

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Ferrara «I cittadini vanno ascoltati e la realtà non può essere piegata all’ideologia come troppo spesso pretende di fare il Pd quando amministra una città. La lezione che speriamo arrivi al sindaco Lepore, dalla bocciatura del Tar su Bologna città 30 è clamorosa e ci fa essere fieri di essere profondamente diversi», così il vicesindaco Alessandro Balboni, commenta la decisione del Tar di bocciare le ordinanze emesse dall’amministrazione di Bologna in merito ai limiti di velocità, ridotti ai 30 chilometri orari in gran parte del capoluogo di Regione. «Una Ferrara città 30 non si farà mai, lo abbiamo detto più volte. E sapete perché? Perché non abbiamo bisogno di usare slogan vuoti, ma dimostriamo ogni giorno il nostro impegno con fatti concreti. Su ogni argomento caro ai residenti lavoriamo ascoltando uno per uno i cittadini, guardando alle necessità strada per strada, quartiere per quartiere, senza pretendere di avere in mano la verità o ricette semplici».

L’obiettivo, continua Balboni, è «tutelare gli utenti deboli della strada e metterli al sicuro dai pericoli e certamente tante cose sono ancora da fare. Per questo abbiamo messo grande attenzione nella salvaguardia della mobilità dolce nei progetti di riqualificazione della città che stiamo portando avanti. E grande priorità diamo sempre ai temi della accessibilità e dello spazio pubblico inteso come luogo per tutti “For All”, toccando aspetti su cui, a Ferrara, non si era mai lavorato prima».

Al contrario «l’idea di rallentare il traffico lasciando il resto immutato, che i bolognesi hanno dovuto subire come imposizione, è uno slogan vuoto con cui la sinistra, che guida dal dopoguerra la città, voleva tentare un esercizio di potere fine a sé stesso, con provvedimenti presi a scapito della quotidianità dei cittadini, danneggiati nell’organizzazione dei tempi di vita, di lavoro e personali: se quella è Bologna, fiero di essere ferrarese», conclude il vicesindaco.

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