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Lacrime e sgomento tra gli inquilini del Grattacielo di Ferrara, quante sono le persone che devono lasciare la propria casa

Andrea Mainardi
Lacrime e sgomento tra gli inquilini del Grattacielo di Ferrara, quante sono le persone che devono lasciare la propria casa

I condomini avranno quindici giorni di tempo per recuperare gli effetti personali e liberare gli appartamenti

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Ferrara Deflagra l’emergenza umana e abitativa al grattacielo dopo l’ordine di sgombero immediatamente esecutivo anche per le torri A e C. Se con la torre B amministrazione comunale ed associazioni avevano messo una pezza per quanto riguarda le persone improvvisamente sfollate, adesso la situazione cambia. Altre 260 persone avranno quindici giorni di tempo per trovarsi un nuovo alloggio, cosa tutt’altro che semplice soprattutto per i molti stranieri che ci vivono. Una volta che la notizia inizia a circolare lo smarrimento è palpabile tra i condomini.

Il viavai di persone dall’edificio è costante ma la preoccupazione si può leggere negli occhi di molti. Una di loro è Alessia, 19 anni e pronta ad uscire con gli amici. Una serata di svago che fa a pugni con il suo racconto: «Mi stavo avviando verso l’uscita di casa ed all’improvviso ho sentito mia mamma scoppiare a piangere. Mi ha poi raccontato della notizia che stava ormai circolando riguardante lo sgombero degli appartamenti. Abbiamo comprato casa qui ed io vivo da sempre nel grattacielo. Penso che non si possa semplicemente chiedere di andarsene a centinaia di persone entro quindici giorni. Noi vedremo dove andare, qualcosa ci inventeremo ma ci serve aiuto».

Alì Traoré lavora a San Pietro in Casale e sta tornando a casa: «Abito qui in affitto da un anno, non ho trovato altra sistemazione ed è tutto molto difficile soprattutto per noi stranieri. Proverò ad informarmi da alcuni amici se potrò andare da loro, non ho alternative». Anche Theodore, padre di famiglia, è preso completamente alla sprovvista dalla notizia e cerca immediatamente rassicurazioni. Non ne troverà: «Abitiamo qua da almeno otto anni, sono senza parole. Così ci mettono in una difficoltà incredibile». Situazione simile anche per un altro inquilino, Solomon anche lui lavoratore nel Bolognese: «Qui nel 2023 ho comprato casa e ci abito con tutta la famiglia. Adesso non sappiamo dove andare dato che non abbiamo nessun altro appoggio».

Il giovane Omar Bah racconta: «Prima abitavo nella torre B, dopo l’incendio mi sono appoggiato da un amico nella torre A. Però con questo nuovo sgombero non so come fare. In questi giorni ho girato diverse agenzie immobiliari ma è praticamente impossibile trovare un altro appartamento in affitto, a maggior ragione per gli stranieri. Anche io lavoro all’Interporto di Bologna, Ferrara purtroppo offre molto poco da questo punto di vista». Chi ha un “piano B” fortunatamente è Faith: “Abitiamo qui dal 2021 e ci troviamo bene. Avevamo addirittura acquistato l’appartamento ed abbiamo tre figli. Andrò da mio padre che abita a Bologna ma tanti non sanno come fare. Spero che qualcuno ci possa aiutare».

Dal 1978 nella torre B e dal 1987 nella torre A, Giovanni Rossi è una delle memorie storiche del grattacielo: «Indubbiamente gli impianti sono roba vecchia, da sistemare. Negli anni si sono verificati almeno quattro incendi. Abitiamo qui io, mia moglie e i nostri due gatti. Mi auguro di poter trovare ospitalità da mio figlio, il problema è quanto ci vorrà per fare i lavori. Negli scorsi giorni abbiamo incontrato il sindaco Fabbri e lui era dubbioso sulle prossime mosse, ma ora la decisione direi che è stata presa. Sono ovviamente dispiaciuto e ho paura che non rientrerò più a casa».

Tra gli inquilini c’è anche Federico Balboni, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle: «C’erano dei lavori che andavano fatti e molte persone che non hanno pagato. Ho i miei genitori che possono ospitarmi in una stanza ma per altre persone la situazione sarà critica. Mi spiace che il mio appartamento sia in regola mentre altri no e che parte dei soldi sia stato usato per far fronte alle insolvenze di alcuni condomini. Con alcuni lavori di emergenza la situazione si potrebbe sistemare».

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