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L’intervento

Grattacielo, l’ex sindaco di Ferrara: «Da Fabbri attacchi inaccettabili»

Grattacielo, l’ex sindaco di Ferrara: «Da Fabbri attacchi inaccettabili»

Parla Tiziano Tagliani: «Avrebbe dovuto fare verifiche dal 2019. Mi auguro che il dolore delle famiglie incontri la solidarietà istituzionale»

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Ferrara Tiziano Tagliani, ex sindaco per due mandati a Ferrara, ha da anni scelto di rimanere abbastanza silente e defilato in merito alle politiche cittadine. Ieri, però, si è sentito direttamente chiamato in casa dal suo successore in merito alla gestione del Grattacielo e della sua sicurezza, accusato di non aver fatto quel che era necessario fare. E ha deciso che era ora di parlare e di rispondere in maniera puntuale alle accuse.

«Mi sento direttamente chiamato in causa dall’intervento del sindaco Fabbri, che ha oggi firmato l’ordinanza di inagibilità anche per le torri del grattacielo non interessate dall’incendio – dice Tagliani –. È una decisione grave, doverosa, che inciderà pesantemente sulla vita di tante famiglie. È tuttavia inaccettabile, e non accetto, che Fabbri affermi che questa decisione andava presa dai suoi predecessori, i quali non ne avrebbero avuto la forza. È vero esattamente il contrario, e lui lo sa bene, perché tutto è agli atti dell’amministrazione che dirige da quasi sette anni».

Tagliani ricorda cosa effettivamente fece negli anni della sua amministrazione: «Nel 2018, dopo la mia personale partecipazione alle animate assemblee condominiali dedicate al problema, fu raggiunta un’intesa. Venne presentato un progetto con il parere favorevole dei Vigili del Fuoco (prot. 5710 del 22/05/2018) e fu rilasciata l’ordinanza del 10/07/2018, successivamente prorogata per il completamento dei lavori. L’iter e il controllo dell’adempimento di tale ordinanza erano onere del sindaco, dei Vigili del fuoco e del prefetto in via sostitutiva. La mia ultima lettera di verifica che ho trovato risale al marzo 2019. Ciò premesso, poiché dal giugno 2019 a Ferrara governa Fabbri, lui e i dirigenti da lui nominati dovevano interessati tempestivamente del problema: diversamente, il mancato ottenimento del Certificato di prevenzione incendi avrebbe dovuto già allora portare a decisioni tempestive, prese allora forse non saremmo arrivati ad oggi – dice Tagliani, che prosegue –. Dall’altro lato appare piuttosto ridicolo che Fabbri, che evidentemente ha disertato le assemblee e non ha fatto verificare per anni la situazione, oggi si appunti la medaglia del coraggioso e non del tardivo. Ricordo perfettamente nel maggio del 2023 che la sua giunta si vantava di un mega progetto di riqualificazione “da 30 milioni di euro” che avrebbe riqualificato tutto il quartiere, evidentemente allora il problema non era solo “privato”, come oggi afferma».

E poi una chiosa, sugli aiuti alle famiglie: «Per parte mia mi auguro che il dolore che incombe su tante famiglie che perdono casa, molte delle quali si sono indebitate per pagare la messa a norma del fabbricato, incontrino la solidarietà non solo del volontariato, ma anche dell’Asp, della Protezione civile e di Acer, così come è stato per altre calamità, i modi per farlo ci sono senza violare le norme e del resto che società è quella che lascia per strada famiglie e nel frattempo organizza il carnevale? Certo ci sarà un tornaconto politico elettorale per chi svuota il Grattacielo, non sono nato ieri, ma quale è il prezzo. Nel 2019 il tema era sulle scrivanie di tutte le istituzioni cittadine dal prefetto al comandante dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri, del questore financo su quella del procuratore Garau, in questi sei anni cosa sia successo non lo so, se non è successo nulla e nessuno se ne è accorto, è un bel problema».

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