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A Portomaggiore un confronto sull’immigrazione fra il sindaco Bernardi e il senatore Balboni

Katia Romagnoli
A Portomaggiore un confronto sull’immigrazione fra il sindaco Bernardi e il senatore Balboni

In centinaia restano fuori dal cinema-teatro Smeraldo stracolmo e protestano. L’argomento tocca nervi scoperti

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Portomaggiore Sotto i riflettori del teatro Smeraldo, ieri sera, venerdì 23 gennaio, è andato in scena l’atteso confronto sul tema immigrazione tra il senatore Alberto Balboni (Fratelli d’Italia) ed il sindaco portuense Dario Bernardi (Pd). Davanti ad una platea gremita, i due esponenti politici si sono misurati in un faccia a faccia serrato sul tema, portato alla ribalta dopo un’intervista tv a un sedicente imam, poi rivelatosi non tale. Non sono mancati momenti di tensione per via delle proteste, accompagnate da cori da stadio di un centinaio di persone, che non avevano trovato posto in sala, persone rimaste poi sull’ingresso del cinema-teatro a rivendicare il diritto a poter intervenire nel confronto.

Incalzati dalle domande di Francesco Dondi, caporedattore de La Nuova Ferrara e di Mario Bovenzi, capocronista della redazione ferrarese de Il Resto del Carlino, Balboni e Bernardi hanno risposto al fuoco di fila delle domande, che hanno spaziato dal decreto flussi, al lavoro, dagli alloggi all’istruzione degli stranieri nel nostro Paese. Regola ferrea cinque minuti a testa per domande incrociate. Il senatore Balboni, organizzatore del confronto, dopo essersi rammaricato per i tanti impossibilitati ad accedere, vista la capienza limitata della sala, ha risposto a Dondi in merito alle azioni intraprese e a quelle che si possono adottare e «se il tema sia all’odg dal privilegiato osservatorio romano».

Dati Snocciolando dati nazionali, Balboni ha ricordato che «siamo passati da 1 miliardo nel 2012 a 5 miliardi e 300 milioni di euro nel 2026 per il carico dell’accoglienza, in Italia, a cui si aggiungono i contributi UE per ricongiungimenti familiari e per minori non accompagnati», sino a «800 milioni di euro ogni anno gestiti in gran parte da patronati di sinistra e Cgil e ai 500 milioni di euro che vanno agli immigrati per ricorsi pagati dallo Stato». Parlando di «enorme business», il senatore di FdI ha aggiunto che «in pochi anni siamo riusciti a ridimensionare gli arrivi». Puntuale la replica del sindaco portuense Bernardi, il quale ha rimarcato che «io sono sindaco e devo occuparmi di temi della mia comunità. Per il contrasto all’immigrazione, posso essere d’accordo, ma tengo a puntualizzare che nè accoglienza, nè clandestinità riguardano Portomaggiore. Qui i residenti sono in possesso di permesso del soggiorno rilasciato dalla Questura». Bernardi ha elencato poi i risultati ottenuti negli ultimi due anni dai controlli congiunti con carabinieri e su 200 persone solo 1 è risultata irregolare. «Il nostro problema è come gestire sul territorio - ha aggiunto il primo cittadino -, tantissima gente che ha scelto di vivere a Portomaggiore. Non esiste una legge che consenta ad un sindaco di rifiutare una richiesta di residenza».

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