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La sfoglia non è solo un impasto: a Mezzogoro per imparare il rito

Katia Romagnoli
La sfoglia non è solo un impasto: a Mezzogoro per imparare il rito

In tanti stanno seguendo il nuovo corso

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Mezzogoro «Tutto fa brodo! Mi piace cucinare e ho aderito a questo corso per caso, dovendo sostituire mia moglie, a casa con l’influenza. Mi sto divertendo e ci sarò anche la prossima volta, se ci sarà posto». C’era anche Manuel Milani, operaio 39enne, in mezzo al nutrito gruppo di sfogline, che hanno preso parte, ieri pomeriggio, nella sede dell’associazione “Il Ponte” di Mezzogoro alla prima lezione del corso per la produzione di pasta all’uovo. Durante la prima di 4 lezioni, condotte con passione e maestria da Rita Bottoni, fornaia in pensione e oggi volontaria dall’associazione Volano Borgo Antico, le 36 aspiranti sfogline e i 4 aspiranti sfoglini di tutte le età, hanno imparato i rudimenti per la produzione della pasta sfoglia, stendendo con il mattarello l’impasto realizzato sotto la supervisione dell’esperta. 


In pista Tra il folto gruppo di partecipanti, anche la sindaca Sabina Alice Zanardi, la quale ha riconosciuto di aver «ricevuto l’invito non come sindaca, ma come amica. Voglio imparare, come tutti, l’abc della pasta fatta a mano». Sabato prossimo la lezione sarà incentrata sul perfezionamento di quanto appreso ieri, mentre la terza lezione sarà dedicata alla pasta al cioccolato e la quarta a quella rossa (con la rapa). Si sta valutando, inoltre, di chiudere in bellezza il corso con la produzione di pasta ripiena, sino al pranzo finale. Una accanto all’altro, madre e figlio di 13 anni, Consuelo e Gianluca Benazzi, hanno riconosciuto che «già a casa lavoriamo con la macchina da pasta e qui vogliamo imparare bene a stenderla con il mattarello».

Mentre mamma Consuelo ha già frequentato un corso, imparando a dare forma agli spaghetti alla chitarra, il figlio Gianluca ha precisato che «vorrei arrivare a fare i garganelli e i finti cappelletti con pasta all’uovo».
L’arte Intenta ad impastare due uova con la farina 00 di grano tenero, Loredana Beccari, presidente dell’associazione “Il Ponte”, ha ammesso che «occorre tanta manualità per imparare bene, io non ho mai usato il mattarello, ma abbiamo un’ottima insegnante».


Tra farina, uova, sorrisi e qualche manovra impacciata, giovani e meno giovani hanno trascorso un pomeriggio in allegria, rendendo omaggio alla tradizione della cucina emiliana per antonomasia. «Tutto questo è meraviglioso – ha dichiarato l’organizzatrice Rita Bottoni -; c’è tanto entusiasmo. Ho detto di no, per mancanza di posto, a tanti altri che volevano partecipare ed è bello vedere l’interesse di giovani e anche di uomini».

Antonio Bertoni, macellaio 61enne del punto Conad di Porto Garibaldi, volontario dell’associazione Volano Borgo Antico, con un sorriso largo e le mani piene di farina, ha confidato che «già mi diletto a fare la pasta in casa, ma voglio imparare meglio e vedere se c’è qualcosa che non so». E sabato prossimo si replica.