Il verbale dei vigili del fuoco del 2024 al Grattacielo di Ferrara aveva già segnalato tutte le criticità
Differenze minime tra l’atto di quasi due anni fa e quello derivante dall’ultima ispezione: «un disastro, pericoloso, fatiscente»
Ferrara «Si segnala che ad oggi non risulta garantita la sicurezza degli occupanti in caso di incendio». Una riga, sottolineata, conclude l’annotazione che i vigili del fuoco di Ferrara avevano mandato a fine marzo del 2024, via posta elettronica certificata, a tre soggetti: il sindaco, il prefetto e l’allora amministratrice del condominio Grattacielo. Una comunicazione alle autorità «per gli adempimenti da disporre nell’ambito di competenza».
Sono passati ormai quasi due anni da quella segnalazione, in mezzo c’è stato l’incendio sviluppatosi nella Torre B e che, per fortuna, non ha fatto vittime, ma che ha portato prima allo sgombero totale di quella torre e poi alle due ordinanze di ieri con le quali il sindaco Alan Fabbri ha disposto di liberare urgenza anche la A e la C, per questioni di sicurezza. Eppure, raffrontando la comunicazione dei vigili del fuoco di quasi due anni fa con l’ultima posta a fondamento dello sgombero totale del condominio, ci si accorge che nel tempo trascorso non è cambiato nulla di quello che doveva cambiare, che i problemi che c’erano a marzo del 2024 erano ancora lì a gennaio 2026. Mancavano molte delle opere contenute nel progetto di adeguamento antincendio presentato anni prima e approvato proprio dal Comando dei vigili del fuoco nel 2020. Mancava già allora la Segnalazione di inizio attività antincendio, obbligatoria per edifici come il Grattacielo, mancava la predisposizione di misure preventive e informative e di pianificazione dell’emergenza, il sistema d’allarme era incompleto, mancavano i dispositivi antipanico nelle porte al piano terra, le porte antincendio in molte unità abitative. Gli estintori concentrati tutti in un locale non segnalato. L’impianto idrico antincendio era manutenuto male. E poi l’impianto elettrico, quello che sembra il centro dei problemi di oggi, perché è da lì che si è generato, nella Torre B, il pericolo ed è quello che va sistemato con grande urgenza. Anche due anni fa era come è stato trovato nel corso degli ultimi recenti sopralluoghi: era un disastro, pericoloso, fatiscente.
Tra i due verbali, quello del 2024 e quello di pochi giorni fa, ci sono differenze minime. Era già tutto lì, il pericolo era già segnalato nella sua interezza, così come la necessità di intervenire. Ed è chiaro che anche questa circostanza porta con sé degli interrogativi: perché non è stato fatto nulla o quasi? Ci sono stati interventi – anche se evidentemente andati a vuoto – da parte delle autorità per provare a sistemare una situazione a rischio? Interrogativi che hanno vari risvolti: politici, chiaramente; sociali, perché bisogna dare delle risposte a quasi 300 sfollati e alla città.
E anche di tipo investigativo, perché l’indagine sull’incendio alla Torre B dovrà guardare anche a questi profili per verificare se vi siano eventuali responsabilità e di che tipo. Sulle stesse premesse, nel 2023 venne archiviata un’indagine nata qualche anno prima dopo varie segnalazioni, proprio per la violazione della normativa antincendio. Il progetto concordato nel 2018, approvato nel 2020 dal Comando dei vigili del fuoco e accettato con fatica dai condomini (molti, infatti, non sembravano intenzionati a fare la loro parte) aveva portato all’avvio degli adeguamenti richiesti.
Poi qualcosa è venuto a mancare, gli adeguamenti non sono stati completati e oggi centinaia di persone non sanno ancora se e quando potranno chiamare il Grattacielo nuovamente casa.
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