Daini in mezzo alla strada a San Giuseppe, auto si ribalta nel fosso per evitarli
Disagi sulla via Imperiali, la denuncia: «Stretta e buia, a mio marito è andata bene»
San Giuseppe La presenza dei daini nelle aree urbane si sta facendo sempre più problematica, con possibili conseguenze anche gravi, specie per gli automobilisti. Come capitato a un uomo che vive a San Giuseppe di Comacchio, in via Imperiali, una strada sì di campagna ma comunque centrale e trafficata nel paese, che per evitare un piccolo branco ha leggermente sterzato di lato e si è ritrovato poco dopo in mezzo al fosso che costeggia la strada, con l’auto ribaltata. E lui, per fortuna, incolume.
A raccontare la vicenda è la moglie, Valentina Cavallari, dopo aver provato lei stessa la sensazione di pericolo per l’attraversamento di daini e dopo aver scritto su Facebook un post abbastanza allarmato su una situazione che si sta verificando sempre più spesso.
«L’altra sera – spiega –, mentre tornavo a casa ho incontrato una quindicina di daini al semaforo di Lido delle Nazioni. Andavo a passo d’uomo e con gli abbaglianti accesi, ho visto che stavano attraversando al buio. Io dovevo svoltare ma mi sono messa in mezzo alla strada con le quattro frecce accese perché vedevo dietro di me un’auto che arrivava bella sparata».
Cavallari ha fatto un video, pubblicato su Facebook con il post, scottata da quanto accaduto al marito solo qualche sera prima. «Noi abitiamo in via via Imperiali, che è molto buia, è stretta, ha i fossi dalle due parti. Si è ritrovato a due metri almeno tre daini e gli è venuto da scansarli. Solo che la strada è davvero stretta, ha preso l’erba bagnata ed è finito nel fosso e, anche se faceva i 40 all’ora si è cappottato. Non si è fatto male, ma per fortuna non c’era acqua nei fossi».
L’uomo ha infatti avuto qualche difficoltà a uscire dall’abitacolo, anche se è riuscito a farlo da solo, trovando un pertugio nella parte posteriore del veicolo, un pick-up. È andata bene, la coppia ha dei figli piccoli, la moglie un’auto più piccola e sicuramente meno resistente. «Se ci fosse stato un pedone sulla ciclabile a bordo strada? Se ci fosse stata l’acqua nel fosso? Se ci fossero stati i miei figli in macchina?», si chiede Cavallari, che punta il dito non solo sul problema dei daini, ma sullo stato di insicurezza della strada stretta e buia («L’unica luce è un faretto che messo io a casa mia»). E che gli animali selvatici, non solo i daini, attraversano spesso e volentieri.
