Grattacielo di Ferrara, lista Fabbri: «Sia riconosciuta l’emergenza»
L’ordine del giorno, indirizzato a Comune e Regione, verrà discusso oggi durante la seduta del Consiglio comunale
Ferrara Il Consiglio comunale di oggi, lunedì 26 gennaio, sarà in gran parte dedicato al caso del Grattacielo, con numerosi question time, ordini del giorno e mozioni all’attenzione dell’aula. Un tema che continua a occupare il centro del dibattito pubblico, anche alla luce delle ordinanze firmate giovedì 22 gennaio che hanno disposto lo sgombero – dopo quello immediato avvenuto per la Torre B, interessata dall’incendio dell’11 gennaio – anche delle Torri A e C.
Tra i documenti in discussione figura un ordine del giorno a firma del consigliere Francesco Rendine, capogruppo della lista civica Alan Fabbri Sindaco, che chiama direttamente in causa il primo cittadino, invitandolo a richiedere «formalmente alla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento dell’evento quale emergenza di protezione civile, con conseguente attivazione degli strumenti regionali di intervento e finanziamento».
Un atto che, secondo il Gruppo guidato da Rendine, è necessario per chiarire competenze e responsabilità: «l’eventuale assunzione stabile, da parte del Comune, di costi per alloggi, fondi di garanzia, locazioni e contributi straordinari, in assenza di un formale riconoscimento dell’emergenza e di adeguati trasferimenti sovraordinati, determinerebbe un precedente improprio e non sostenibile».
«Non è un’emergenza a differenza di quella che è stata per la Torre B – aveva sentenziato Alan Fabbri dal Municipio durante la conferenza stampa in cui annunciava lo sgombero anche delle Torri A e C – ma un’ordinanza di inagibilità come per tante altre situazioni che ho gestito».
Nel testo dell’odg si ricostruiscono innanzitutto i fatti: l’incendio sviluppatosi nella Torre B, l’intervento dei vigili del fuoco, l’evacuazione dello stabile, l’ordinanza di sgombero e la conseguente dichiarazione di inagibilità degli appartamenti. Viene riconosciuto il corretto operato dell’Amministrazione nella fase immediata dell’emergenza, con l’attivazione delle misure di accoglienza e assistenza, in raccordo con Protezione civile e prefettura.
Il nodo, però, è ciò che accade dopo la primissima emergenza. Il documento sottolinea come «la gestione protratta nel tempo dell’emergenza abitativa e, soprattutto, il sostenimento strutturale dei relativi oneri economici non può essere automaticamente trasferita in capo al solo Comune». Secondo la lista civica, «l’evento rientra a pieno titolo tra le emergenze di Protezione civile», ambito nel quale «l’ordinamento nazionale prevede una ripartizione chiara di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali».
Da qui la richiesta principale rivolta a sindaco e giunta: sollecitare formalmente la Regione Emilia-Romagna affinché riconosca l’evento come emergenza e «si faccia carico, direttamente o tramite fondi dedicati, degli oneri economici connessi all’assistenza abitativa temporanea, inclusi i costi di accoglienza, sistemazione alloggiativa e misure di sostegno alla locazione».
Il Gruppo impegna sindaco e giunta, inoltre, al fine di «evitare l’istituzione di fondi comunali strutturali o di garanzia a carico esclusivo del bilancio dell’ente per far fronte ad emergenze di natura straordinaria».
L’odg chiede infine l’apertura di un «tavolo istituzionale con Regione, Prefettura e Protezione civile per definire in modo chiaro il riparto delle competenze e delle risorse», e l’impegno a «riferire al Consiglio comunale sugli esiti delle interlocuzioni».
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