La Nuova Ferrara

Ferrara

Il personaggio

L’ultimo Este arriva in città, Martino d’Asburgo in visita a Ferrara

Margherita Goberti
L’ultimo Este arriva in città, Martino d’Asburgo in visita a Ferrara

L’incontro a Sant’Antonio in Polesine per gli 800 anni di Beatrice II

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Dopo la visita del Cardinal Matteo Maria Zuppi la scorsa domenica nel convento di S. Antonio in Polesine, le iniziative per sottolineare l’800° centenario della nascita della Beata Beatrice II d’Este, sono proseguite ieri con la presenza di Martino d’Asburgo – Este, ultimo discendente della prestigiosa Casa che annovera il santo Contardo marchese pellegrino, tre beate con lo stesso nome di Beatrice e il beato Carlo I° d’Asburgo – D’Este.

Nato in Austria nel 1887 Carlo condusse un’esistenza integerrima pur vivendo in un ambiente difficile e pieno di insidie. Nel 1911 sposò la principessa Zita di Borbone Parma e nel 1916, dopo la morte di Francesco Giuseppe, divenne imperatore d’Austria.

«Ruolo che il nonno – ha raccontato Martino d’Asburgo – visse come una via per seguire Cristo, nell’amore per i popoli a lui affidati, nel dono della sua vita per loro accogliendo e tentando di realizzare il grido di papa Benedetto XV: “Fermate l’inutile strage!” riferendosi alla I guerra mondiale in atto. Esiliato a Madeira in estrema povertà, a 34 anni morì per una polmonite, assistito dalla moglie Zita prossima all’ottavo parto».

La sua storia costellata di episodi che ricordano il suo amore per la famiglia, la sua grande fede religiosa e il suo prodigarsi per la pace, ne fecero ben presto una figura amatissima per la quale già nel 1949 fu aperto il processo informativo e nel 2003 la Congregazione per le cause dei Santi ne decretò le virtù eroiche; nel 2004 fu poi proclamato Beato da papa Giovanni Paolo II che ne fissò la ricorrenza liturgica il 21 ottobre data del suo matrimonio.

Inevitabile quindi che gli venisse chiesto se vi erano novità sulla “canonizzazione”. «È bloccata da diversi anni – ha risposto Martino – e la notizia di un miracolo che riguarda però la guarigione di un ateo per il quale avevano pregato i familiari credenti, ha rappresentato un ulteriore ostacolo. Abbiamo un nuovo postulare – ha proseguito – lo stesso che si è prodigato per Carlo Acutis, ma il processo si presenta molto difficile».

Oltre al beato Carlo I d’Asburgo D’Este, la curiosità dei presenti si è indirizzata anche su altre figure della casa d’Asburgo come Francesco Giuseppe e la moglie Sissi, riguardi ai quali cui Martino ha simpaticamente dichiarato che l’Austria deve ringraziare il ciclo di film che li ha resi molto popolari.

Facendo poi un salto epocale, le ultime domande hanno riguardato i rapporto che Martino ha con le altre famiglie nobili d’Europa e in particolare quelli con Emanuele Filiberto. «Ma è Aimone l’altro Savoia a cui mi sento più legato». All’incontro erano presenti l’arcivescovo mons Perego e una delegazione proveniente da Este tra cui il poeta Pino Garavello che ha omaggiato l’ospite con il suo libro “Il nome di Este”. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA