Mercato a Ferrara, il Comune non cede sull’Acquedotto
Il Comune respinge la richiesta di riaprire la trattativa: si va all’Acquedotto Bocciato il piano B proposto dagli ambulanti: futuri lavori per ampliare l’area di sosta
Ferrara Il mercato è sempre un argomento forte. Capace di catalizzare un’attenzione elettrica. Nel Consiglio Comunale di ieri Anna Zonari (civica La Comune) ha sollevato una questione calda: lo spostamento del mercato del lunedì dall’area centrale di Ferrara a piazza XXIV Maggio (zona acquedotto).
Una scelta complessa e che ha portato ad un’aspra risposta dei commercianti: su 120 bancarelle soltanto 6 hanno accettato la proposta dell’amministrazione. Lo scivolamento altrove del mercato è dettato dai prossimi lavori che per moltissimi mesi faranno aprire cantieri nel perimetro del centro città, rendendo irrealizzabile una convivenza tra aree di intervento e shopping zigzagando tra bancarelle. Né è possibile una sorta di “copia-incolla” spostando anche l’appuntamento del lunedì in piazza Travaglio come avviene di venerdì. Le bancarelle in questo caso sono 90, mentre in centro a inizio settimana ne alloggiano 120.
Neppure ipotizzabile uno spostamento in piazzale Kennedy: tra qualche mese pure questa zona sarà occupata dalle ruspe, in quanto è previsto un allargamento del parcheggio. La Zonari, però, argomenta in una mozione: «Lo spostamento del mercato del lunedì dall’area centrale, comporterebbe un allontanamento dai flussi pedonali e commerciali consolidati. Nonché una prevedibile riduzione delle presenze e del fatturato degli operatori, un aumento delle criticità legate a traffico e congestione in un’area già fragile. Un ulteriore indebolimento del centro storico, in contrasto con le politiche di rigenerazione urbana dichiarate dall’Amministrazione. Per questo ritengo necessario sospendere il trasferimento che sembra calato dall’alto e non insieme alle persone, evitando decisioni irreversibili che rischiano di compromettere la sopravvivenza del mercato stesso. Va riaperto immediatamente un tavolo di confronto con le rappresentanze degli ambulanti, ed è necessario coinvolgere la cittadinanza attraverso strumenti di consultazione pubblica sulle scelte che riguardano i mercati e l’uso degli spazi urbani. Trovo indispensabile definire una strategia complessiva di tutela e rilancio del commercio su area pubblica, coerente con gli obiettivi di rigenerazione del centro storico e di equilibrio tra grande distribuzione e commercio di prossimità».
È Angela Travagli (assessora a fiere e mercati) a sbrogliare la matassa: «Il provvedimento è stato frutto di un lavoro lunghissimo, con dialogo e trasparenza. Non è vero che non abbiamo incontrato le associazioni, con le quali il rapporto rimane buono. Il fatto che non siano d’accordo non significa che siamo alla rottura. I cantieri previsti e le normative in termini di sicurezza non ci hanno permesso altro. Ogni mercato ha la sua anima e dinamica: chiediamo un sacrificio per una Ferrara futura che sarà rigenerata». La Zonari sussurra: «Speriamo che questo sacrificio non si trasformi nel colpo di grazia per questi commercianti».
Le opposizioni insistono: si riapra il tavolo per un’alternativa vera e, soprattutto, che lo spostamento temporaneo non si trasformi in definitivo. Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) mantiene la convinzione che «esistano spazi e tempi per trovare una soluzione, tipo come si fece in passato allestendo le bancarelle su un tratto dell’asse Cavour-Giovecca». La Travagli scuote la testa, Brando Sarto (Civica Fabbri) affonda il colpo: «Lo spostamento non è un vezzo dell’amministrazione, molto semplicemente il mercato non può convivere in contemporanea con i cantieri».
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