Appello per i cani di Santa Bianca: «Stanno bene, ne vorrei di più»
Parla la custode: «C’è tutto lo spazio, dieci sono troppo pochi»
Santa Bianca La vicenda è nota, un caso scoppiato nel novembre del 2024 a Cantalupo, proseguito con una ordinanza il mese dopo e ulteriori controlli fino alla nuova ordinanza per Valeria Marchesi di mettere a posto i cani che ora detiene in un solo luogo, appena fuori Santa Bianca sulla strada che collega Bondeno a Casumaro. Nel corso dei mesi ci sono state proteste davanti all’abitazione e al municipio di Bondeno, così come controlli e ispezioni, «quasi mensili» ci spiega lei da parte di Oipa, veterinari dell’Ausl e forze dell’ordine. Sopralluoghi di verifica, non certo un controllo come quello improvviso che portò alla chiusura di uno dei due rifugi della donna, l’obbligo di diminuire il numero di animali detenuti (massimo 20) e diversi cani, fra cui dei cuccioli, portati alla Lega del cane di Ferrara.
Valeria nel frattempo è stata costretta a uscire dai social, strumento per lei fondamentale per trovare nuove famiglie ai cani che custodisce, troppe le accuse e le critiche da parte di quelle stesse persone che hanno prima sollevato il caso e poi protestato partendo dalla morte di Lea, la cucciola arrivata dal Sud in terra ferrarese e morta dopo sette mesi perché scappata dal box in quello vicino e vittima dei morsi di altri cani. «Un caso isolato» si è sempre difesa Valeria, ma dal controllo effettuato emersero irregolarità che portarono ai provvedimenti.
E oggi? Valeria è sempre lì a seguire i suoi cani perché tutto si può dire tranne che non voglia loro bene e, ricordiamolo, arrivano quasi esclusivamente dal Sud Italia grazie alle cosiddette staffette, per sperare di trovare una casa accogliente per loro in province dove gli animali sono tenuti indubbiamente in altro modo. Nella casa di Santa Bianca dove vive, indubbiamente isolata (vi è di fatto una sola abitazione in zona, distante comunque diverse decine di metri) ha fatto nei limiti del possibile gli interventi che erano stati richiesti: sistemato il capannone dove dormono i cani, rinforzato le recinzioni, mandato via i cani grandi e sta realizzando un’area sgambamento, sempre chiusa. Nei primi giorni del nuovo anno c’erano ancora 23 cani, da adottare ancora entro fine mese, «perché ne devo tenere meno anche se la struttura risulta in regola in tutto».
Fra l’altro, si era ventilata la possibilità per Valeria di ospitare al piano terra della sua abitazione una persona, che in cambio potesse darle una mano a tenere i cani, dar loro da mangiare, seguirli e farli sgambare quando lei lavora. «Perché, alla fine, il problema oltre a trovare delle famiglie per questi cani, è quello di seguirli nell’arco della settimana, già mi aiutano in tal senso un’educatrice e alcune volontarie».
Ma lei ora vuole alzare la voce, tornare sui social per far conoscere la propria attività e i cani che detiene, oltre a protestare per quello che ritiene un numero troppo basso di cani da poter tenere in custodia: «Dovrei averne dieci, perché mi si considera da sola, ma non è vero. Intanto, con me abita mia figlia e come dicevo ci sono già persone che mi aiutano. I canili sono pieni, perché non lasciare che me ne occupi io in attesa che arrivino famiglie per adottarli? Certo, qualche altro lavoro serve anche se lo spazio c’è: manca la fognatura, devo alzare la rete dell’area di sgambamento e prendere l’attestato di canile». In effetti all’interno del capannone ci sono le cucce, coperte, dei lettini e il cibo non manca. Poi, aggiunge: «La gente sa comunque dove sono, soprattutto le famiglie che hanno preso cani da me e tornano a prenderli. Ripeto, chi fa manifestazioni potrebbe venire e aiutarmi a portare i cani a spasso, la maggior parte sono abituati a stare al guinzaglio». Ma l’aspetto social resta determinante: «Prima avevo anche 5-6 adozioni a settimana, ora sono calate molto ma chi viene a vedere i cani poi li adotta sempre».
La rabbia non è passata: «Sono stati segnalati episodi mai avvenuti, pubblicate sui social foto di miei cani scrivendo che erano morti, invece dormivano. Ho perfino ricevuto minacce di morte, non capendo che i danni vengono fatti ai cani, non a me. E comunque per anni ho ricevuto controlli dai quali non sono emersi problemi, anzi è sempre stato scritto nelle relazioni che i cani stanno bene, hanno acqua e cibo».
Resta che il numero dei cani andrà ridotto: «Lo so. Tre sono i miei, gli altri che terrò sono quelli più difficoltosi, che non hanno legato con gli altri e sono diffidenti con le persone. Alcuni sono con me da sette anni e ho due sorelle arrivate dal Sud, sono sempre insieme».
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