Troppi daini ai Lidi di Comacchio, ok alla caccia di selezione
La comandante della Polizia provinciale indica la via. E invita gli automobilisti a moderare la velocità e a collaborare
Comacchio Sono bellissimi ma anche pericolosi per gli automobilisti. Andrebbero presi e messi in un posto al sicuro, un pezzo di pineta solo per loro. Ogni proposta sensata potrebbe essere oggetto di valutazione. Eppure, anche il problema (all’apparenza quasi banale) legato alla presenza urbana dei daini costituisce un “rebus” dalla soluzione per nulla scontata. Già si contano gli incidenti, per esempio, causati dall’improvviso attraversamento della strada da parte di questi ungulati, che già da qualche anno circolano liberamente a pochi metri dai cancelli delle villette abitate d’estate dai turisti che affollano il litorale dei Lidi di Comacchio.
L’episodio
Qualche sera fa solo il buonsenso di una donna – fermatasi con le quattro luci di emergenza accese per segnalare la presenza di daini – ha evitato l’ennesima sciagura stradale. Anche in questo caso, inoltre, contano le stagioni: d’estate la possibilità di trovarsi un daino fuori dal cancello di casa è praticamente pari allo zero. Ma d’inverno, quando le temperature si abbassano al pari della presenza di turisti, le strade si spopolano e regna il silenzio, l’habitat dei Lidi e dell’entroterra tornano a essere “terre di conquista” non solo per gli innocui daini ma anche per caprioli e per gli stessi cinghiali, con questi ultimi, fra l’altro, che non hanno esattamente fama di essere dei coccoloni e, se minacciati, non ci pensano due volte ad attaccare anche l’uomo. Senza dilungarsi, tutto questo per dire che il problema c’è. I canali di comunicazioni social sono zeppi di proteste, prese di posizione accalorate, quando non si arriva alla vera e propria invettiva. Casi di cui sono in tanti a parlare, ma spesso, per non dire quasi sempre, la chiave per risolvere il dilemma è nascosta e non si fa trovare.
«Il problema va affrontato – dice Roberta Artioli, comandante della Polizia provinciale di Ferrara, tra le cui mansioni d’ufficio c’è anche la vigilanza sui comportamenti e i temi legati alla presenza di fauna selvatica –. Riguarda in modo particolare le aree di Lido Nazioni, Lido Volano, Lido Scacchi e Lido Pomposa, ma non va escluso di poterli trovare anche altrove. In prima battuta direi, ed forse è la soluzione più immediata, che si devono rispettare i limiti di velocità quando si guida e colgo l’occasione peraltro – dice ancora la comandante Artioli – di complimentarmi con la signora che, alcune sere fa, ha fermato la macchina azionando le frecce d’emergenza per segnalare proprio il passaggio di daini sulla strada, un atto civico molto importante che ha evitato guai peggiori. In secondo luogo, un’altra delle soluzioni è quella che si chiama “caccia di selezione” nei confronti di questi ungulati. A questo proposito, per essere chiari, va detto che la stessa stagione venatoria 2025-26 prevede l’abbattimento, nella provincia di Ferrara, di un massimo di 140 daini, il che vuol dire che questo dato numerico deve rappresentare la somma di tutti gli abbattimenti effettuati in provincia. Questo già ci consente di limitare la presenza, nei modi peraltro previsti dalla legge».
I limiti
Non in tutte le zone del litorale ferrarese, però, è consentita la caccia, fattore che limita quella di selezione: «Certo. Per esempio, nei sette Lidi di Comacchio, che sono parte integrante del Parco del delta, la caccia è vietata. Come è vietata, è ben precisarlo nuovamente a scanso di equivoci, in tutto il Boscone della Mesola, per motivi che è superfluo ribadire. La normativa è soggetta alle decisioni della Regione Emilia-Romagna e dell’ente di gestione del Parco del delta del Po, mentre la Polizia provinciale ha compiti di vigilanza. Infine, un altro consiglio è quello di non lasciare fuori dalle abitazioni cibo facile che possa attrarre esemplari come i daini e farli ritornare nello stesso luogo alla ricerca di quel tipo di cibo».
