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«I prof di sinistra fanno propaganda?». Anche a Ferrara è bufera sui quiz di Azione studentesca

Alessandra Mura
«I prof di sinistra fanno propaganda?». Anche a Ferrara è bufera sui quiz di Azione studentesca

I questionari distribuiti all’Ariosto e al Bachelet. La Cgil: «Attacco all’autonomia scolastica», il Pd: «Una lista di proscrizione». La replica: «È un sostegno ai ragazzi di destra»

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Ferrara “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?” “Descrivi uno dei casi più eclatanti”. Sono le domande contenute in un questionario distribuito da attivisti di Azione Studentesca – l’associazione giovanile legata a Fratelli d’Italia – davanti alle scuole superiori. L’iniziativa, partita a livello nazionale, è arrivata anche a Ferrara dove già quindici giorni fa la distribuzione ha interessato alcune scuole, tra cui con certezza il liceo Ariosto e il Bachelet. L’inopportunità dei quesiti - inseriti in mezzo ad altri sulle gite o il riscaldamento in classe - non è certo passata inosservata suscitando sconcerto tra studenti, famiglie e docenti che si dicono preoccupati e indignati per quella che appare come un’intrusione personale. Già a livello nazionale era insorta l’Anpi con il presidente Gianfranco Pagliarulo: «Si tratta di un attacco frontale alla libertà d’insegnamento, all’autonomia didattica e al pluralismo delle idee, oltre che essere un manifesto tentativo di intimidazione nei confronti dei docenti e di costruzione di un clima di delazione fra gli studenti», mentre la Flc Cgil ha scritto al ministro Valditara e la Cisl si dichiara pronta a denunciare i promotori. Il questionario era accessibile con un Qr Code (ora non più funzionante) stampato su un volantino dall’eloquente slogan “La scuola è nostra”.

La preoccupazione della Cgil

«Ormai da tempo ogni articolo della nostra Costituzione è sotto attacco – afferma il segretario generale della Cgil Ferrara Mauro Santi – Questo questionario, definibile truffaldino, invita gli studenti a indicare eventuali problemi di temperatura o altro nel proprio istituto, ma nasconde anche un quesito non secondario: ovvero si chiede se i propri professori fanno propaganda di sinistra. Le autonomie scolastiche con i propri organi collegiali subiscono, da tempo, continui attacchi al fine di limitarne l’azione. Chi auspica che la scuola sia un sistema governato dall’alto e appiattito alle volontà del Governo di turno, non riconosce l’azione educativa autonoma delle istituzioni scolastiche. Ricordiamo dalla storia, che limitare l’azione di ogni istituzione che costituisce la Repubblica, significa ridurre le libertà», conclude il sindacato respingendo «con forza questo attacco ai docenti e difendendo con determinazione la libertà di insegnamento e la Costituzione».

L’attacco del Pd

A prendere posizione è anche il Pd ferrarese che parla di “volantini trappola” che nascondono «un’impostazione che snatura completamente il senso dell’iniziativa e ne sposta l’obiettivo: non più la qualità dell’istruzione, ma il controllo ideologico. Una vera e propria lista di proscrizione, che non appartiene a una democrazia liberale ma richiama pratiche tipiche dei regimi». Iniziative che «non solo alimentano un clima di sospetto e di delazione, ma espongono concretamente i docenti a rischi e a forme di pressione inaccettabili. Chi le promuove deve assumersene fino in fondo la responsabilità politica. Tanto più quando arrivano da un’organizzazione giovanile direttamente riconducibile a forze che oggi governano il Paese. Se l’obiettivo è davvero tutelare i diritti degli studenti, la strada non può essere quella della schedatura. La scuola deve restare uno spazio di libertà di insegnamento, pluralismo e confronto critico. Per questo riteniamo che questa iniziativa vada contrastata e ritirata immediatamente».

La replica

Secondo il presidente dell'associazione Azione Studentesca Ferrara Martino Ravasio non si è trattato di schedatura «dal momento che nessun nome è stato richiesto», per poi aggiungere che «non è affatto un mistero che in certi ambienti scolastici, anche ferraresi, alcuni insegnanti si siano lanciati in veri e propri comizi all’interno delle classi, talvolta anche criticando apertamente i ragazzi che appartengono ad Azione Studentesca. Ed è questo il punto del nostro questionario: non schedare bensì non far sentire soli quei tanti ragazzi di destra costretti a subire propaganda durante le ore di lezione, invece di ricevere la loro istruzione come sarebbe loro diritto». Addirittura accenna a «episodi gravissimi che nella maggior parte dei casi purtroppo rimangono sotto traccia».

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