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Volontari in corsia

Una risata vi medicherà: la forza della clownterapia all’ospedale di Cona

Stefania Andreotti
Una risata vi medicherà: la forza della clownterapia all’ospedale di Cona

Al Sant’Anna le visite ai pazienti dei Pagliacci senza gloria: «Prima regola, il rispetto. Regaliamo tempo per portare sollievo»

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Ferrara Il loro arrivo è annunciato da un vociare allegro. Risate e battute scherzose fanno subito intuire che non si tratta di una classica visita del personale sanitario. Quando entrano nella stanza portano una ventata di colori, spensieratezza e sollievo a chi per poco, per tanto o per sempre è ricoverato in ospedale o nelle case residenza per anziani. Loro sono i Pagliacci senza gloria, associazione di volontarie e volontari che ogni sabato dedica qualche ora del pomeriggio a portare sorrisi nelle corsie dove le persone devono passare lunghe e talvolta penose giornate. «Siamo una decina, assieme da cinque anni – racconta la presidente Ambra Zecchi arrotolando un palloncino rosa a forma di cane, dono per i pazienti – ci unisce la passione per la clownterapia. Le persone che incontriamo ci regalano un tempo speciale, noi lo facciamo per far stare bene gli altri, ma fa stare meglio anche noi, è un bellissimo scambio». Il suo nome d’arte è Sardina e assieme alle altre clown Bambi, Merendina e Smile ha fatto visita ai reparti di Oncologia e Ortopedia dell’ospedale di Cona.

Chi sono

Nella vita fanno tutt’altro, ma per un giorno a settimana mettono nasi rossi, camici colorati, buffi cappellini e si aggirano nelle strutture sanitarie del ferrarese chiacchierando, raccontando storie, facendo scenette e numeri di magia, per distrarre le persone dalla propria situazione: anche questo cura. La loro scelta è quella di occuparsi di adulti, «perché ci sono già tante realtà che fanno attività con i bimbi» e perché anche i grandi, quando stanno male, tornano bambini e hanno bisogno di un po’ di conforto, consolazione e distrazione. Ci hanno raccontato come ci si prepara a questi momenti, che portano divertimento, ma incontrano anche dispiacere e tristezza.

«Ci accomuna un pizzico di follia e il gruppo fa il resto - raccontano - abbiamo maturato tanta esperienza in questi anni. Ci prepariamo assieme e facciamo corsi di improvvisazione, che ci aiutano a trovare le parole giuste, ad ascoltare chi abbiamo di fronte e a entrare facilmente in sintonia. Abbiamo trovato situazioni anche molto dolorose, ma il fatto di poterlo condividere tra noi, supportandoci a vicenda, ci dà la forza per continuare».

Come funziona

Dalla loro nascita, i Pagliacci senza gloria dedicano un incontro mensile a ogni struttura o reparto in cui sono presenti. La data viene concordata preventivamente, poi il gruppo si reca nelle zone comuni, oppure nelle singole camere, in modo da andare incontro alle persone che hanno problemi di deambulazione o che comunque non hanno la possibilità di spostarsi. Il tutto dopo essersi interfacciati col personale addetto della struttura che specifica anche eventuali situazioni particolari dove non sia possibile avere contatti.

«Il nostro intervento – ci tengono a sottolineare – viene svolto con il massimo rispetto del degente, cercando di capire che, se non gradisce la nostra presenza, accettiamo la volontà della persona, nel rispetto della struttura, lasciando lavorare al meglio infermieri e medici, e nel rispetto dell’ambiente, senza sporcare. Prestiamo attenzione a ogni dettaglio per non recare disturbo, malumore o danni. Tutto questo è possibile grazie anche all’esperienza di diversi anni di attività di clownterapia nelle strutture ospedaliere pubbliche e private». L’obiettivo è quello di donare un beneficio psicofisico attraverso il miglioramento dell’umore. Non tutte le persone ricoverate in struttura hanno affetti vicini o contatti con l’esterno, la presenza di qualcuno che spontaneamente, senza alcun obbligo, le va a trovare ridona speranza e rende più piacevole un soggiorno che per sua natura tende a non esserlo. «Ma che bella sorpresa» ha commentato una signora allettata. «Tornate a trovarci» le ha fatto eco un’altra. «Non vi libererete di noi», è la promessa dei Pagliacci senza gloria.