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La sentenza

Droga e armi sequestrate a Ferrara, stangata per Casolari e Roma

Daniele Oppo
Droga e armi sequestrate a Ferrara, stangata per Casolari e Roma

Condannati rispettivamente a 5 anni e 7 mesi e a oltre 6 anni. Una bomba artigianale sarebbe dovuta esplodere sotto casa di una donna

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Ferrara Un rinvio a giudizio, un patteggiamento, due pesanti condanne in abbreviato. Si è chiusa così l’udienza preliminare del procedimento penale per la serie di fatti che hanno visto il loro apice in una strana e goffa imboscata a un giovane, con tanto di rapina e sequestro di persona, compiuti da quattro uomini il 22 agosto del 2023. Le condanne sono arrivate per Roberto Roma, 52 anni, detto “Gildo” (sei anni, tre mesi e 17 giorni di reclusione), e Alessandro “Caso” Casolari, 59 anni, ex anima di fuoco del tifo spallino, per il quale il giudice dell’udienza preliminare Giovanni Solinas ha stabilito una pena a cinque anni e sette mesi di reclusione.

Per entrambi è stato considerato con favore l’aver risarcito il danno alle persone offese, assistite dall’avvocato Pasquale Longobucco. Il pubblico ministero Alberto Savino aveva chiesto per loro delle condanne a sei anni e a sette anni e mezzo di reclusione.

Oltre che di aver partecipato alla rocambolesca rapina, i due dovevano rispondere anche di altri reati. Entrambi per spaccio e detenzione di cocaina e hashish (Roma è stato però assolto da una di tali imputazioni) e Casolari anche per il possesso di un taser e di un revolver (usati nel corso della rapina) nonché di un fucile a canne mozze con relativo munizionamento. Ancora, Casolari doveva rispondere anche per la fabbricazione di un ordigno rudimentale, dal peso di quasi mezzo chilogrammo, che poi aveva consegnato a due ragazzi affinché lo posizionassero e facessero esplodere sotto il motore del condizionatore d’aria della casa di una donna. I due ragazzi – abbastanza impauriti – vennero “pizzicati” dai carabinieri nel corso di un controllo. Uno dei due sarebbe stato minacciato da Casolari affinché non lo coinvolgesse e perché gli consegnasse i verbali rilasciati dai carabinieri: da questa accusa è stato però assolto.

Degli altri due partecipanti alla rapina, uno (62 anni, assistito dagli avvocati Marcello Borsetti e Enrico Belletti) ha patteggiato un anno e otto mesi di reclusione; l’altro – un 23enne, considerato l’ideatore, difeso dall’avvocata Rosalia La Barbera – è stato rinviato a giudizio.

La rapina avvenne sul presupposto di una compravendita di droga. Il ragazzo che ne fu vittima venne attirato in un’imboscata e, una volta entrata nell’abitazione luogo dell’appuntamento, venne subito aggredito e minacciato con per avere il pin della carta di pagamento. Derubato di 100 euro, venne legato e rinchiuso in una stanza, mentre gli aggressori uscirono a prelevare: 40 euro. Lui nel frattempo riuscì a liberarsi e scappare, venne raggiunto da uno dei rapinatori e iniziò una colluttazione. I residenti si allarmarono e arrivarono i carabinieri. Che avviarono le indagini, approfondirono e aprirono un piccolo vaso di Pandora della criminalità ferrarese. 


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