Codigoro saluta l’artista Loris Piva: «Una vita fatta di musica e cultura»
L’uomo aveva 91 anni. Apprezzato tenore, sapeva parlare ai giovani
Codigoro Quella di Loris Piva, artista codigorese a tutto tondo, scultore, pittore, tenore e poeta, scomparso venerdì all’età di 91 anni all’ospedale del Delta, è stata una vita lunga, intensa, spesa in nome dell’amore per l’arte e per la propria terra. Con Piva se ne va una delle figure più rappresentative ed in vista della cultura locale, un uomo che ha lasciato un segno profondo nel territorio in cui era nato, a cui ha reso omaggio attraverso diverse espressioni artistiche.
La sua storia
Odontotecnico di professione, Piva aveva mostrato fin da ragazzo una naturale inclinazione per l’arte, a partire dal canto, cimentandosi anche con la poesia, la scultura e la pittura. La sua voce tenorile, inconfondibile e apprezzata, lo aveva portato a esibirsi per tanti anni nel Gruppo Mandolinistico Codigorese, con il quale aveva diffuso il belcanto pure in numerose tournée all’estero, rendendo lustro a Codigoro in Italia e in Europa. Parallelamente alla musica, Piva aveva coltivato l’amore per le arti grafiche, pittura e scultura, lavorando il legno, sino a cimentarsi con la poesia. Proprio attraverso le sue liriche ha raccontato con delicatezza e profondità l’anima del suo territorio, celebrando il legame con le origini, con la storia e con i luoghi simbolo, primo fra tutti l’Abbazia di Pomposa. Un amore, quello per la sua terra, che Piva ha tenacemente voluto trasmettere anche alle giovani generazioni. Molte sue poesie sono state lette nelle scuole, così come nella biblioteca comunale “Giorgio Bassani” e alla Torre della Finanza, in occasione anche della rassegna del Maggio dei Libri.
Con i giovani
Due anni fa, Piva aveva condiviso un progetto letterario con gli alunni della classe 3ªC dell’Istituto comprensivo di Codigoro, guidati dal docente Gianluca Fusi, incentrato sulla raccolta di poesie “Con Pomposa nel cuore”. Profondo il cordoglio espresso dalla sindaca Sabina Alice Zanardi, che ha ricordato Piva come «un uomo che ha dato moltissimo al nostro paese, con la sua umanità, la sua sensibilità artistica, il suo talento e quella luce speciale che portava sempre con sé. Una persona solare, istrionica, socievole, brillante, profondamente buona e generosa, con la quale la prima cittadina aveva instaurato “un rapporto d’amicizia speciale, caratterizzato da stima sincera e affetto vero».
Parole di commozione sono arrivate anche dal vicesindaco Francesco Fabbri, direttore del coro della chiesa di San Martino, il quale ha sottolineato come Piva, «tenore apprezzato del Gruppo Mandolinistico Codigorese e artista sensibile e poliedrico, ha saputo raccontare, con la poesia, la scultura e il canto, l’anima più autentica della nostra terra. Ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di ascoltarlo, anche negli ultimi anni, quando continuava a emozionare con la forza della sua voce e delle sue parole».
Le esequie saranno celebrate lunedì alle 14.30 all’Abbazia di Pomposa. L’artista codigorese lascia la moglie Romana, il figlio Fabio, i nipoti Stefano con Daria ed Enrico, oltre a numerosi tra parenti ed amici. Poi l’ultimo viaggio al Giardino della Cremazione di Copparo.
Katia Romagnoli
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