Esce a buttare la spazzatura e viene investita, tragedia sfiorata a Pontelagoscuro
La testimonianza: «Salvata da due agenti della Locale, l’auto dell’uomo era senza revisione»
Pontelagoscuro Il dolore per i traumi; la rabbia per l’indifferenza e l’assenza di solidarietà; la gratitudine per l’empatia arrivata come un balsamo a lenire le ferite, dentro e fuori. È un ventaglio di emozioni e sentimenti quello provato da Monia Vecchiattini, finita all’ospedale con il viso devastato, la fronte ricucita con 20 punti di sutura, il braccio sinistro rotto, una frattura all’anca e una forte contusione alla caviglia.
«Ecco come mi ha ridotta l’automobilista che mi ha investito, e poi non si è nemmeno interessato delle mie condizioni, troppo preoccupato per la sua auto poi risultata priva di revisione». Ma soprattutto, Monia vuole rivolgere un enorme ringraziamento alle persone che l’hanno soccorsa, accudita e aiutata, dimostrandole che umanità e dolcezza non sono doti estinte.
L’incidente è avvenuto il 15 gennaio a Pontelagoscuro, e solo adesso Monia ha trovato la forza di raccontare la vicenda che poteva costarle anche molto più cara, spinta principalmente dal desiderio di riconoscere pubblicamente il merito dei suoi salvatori, gli assistenti scelti Marco Malservigi e Antonio Crisci della Polizia locale Terre Estensi di Ferrara, oltre agli operatori del 118 e del pronto soccorso di Cona «per la sensibilità e professionalità dimostrate».
Quella sera, un tardo pomeriggio piovoso, Monia - residente in via dell’Isola Bianca vicino al campo sportivo - era scesa a buttare la spazzatura. Per problemi di salute porta il plantare e quindi, spiega, non è in grado di camminare velocemente né tantomeno correre. «Per arrivare ai cassonetti c’è un passaggio pedonale all’interruzione del marciapiede. Stavo rientrando a casa e avevo quasi completato l’attraversamento quando, da Francolino diretta verso Vallelunga, è arrivata quest’auto a tutta velocità, nonostante la presenza di una curva e di un incrocio». La macchina colpisce Monia con il fanale («se mi avesse centrata con tutto il paraurti forse non sarei qui a raccontare») e la fa sbalzare sull’asfalto: «Cado a terra di testa, e mi rompo la faccia».
L’auto va avanti un centinaio di metri, ma nessuno scende. Per fortuna, «in quel momento passava di lì un agente municipale fuori servizio, Marco Malservigi, che dopo avermi soccorsa ha raggiunto l’auto ferma e ha bussato al finestrino per far scendere il conducente, un quarantenne ferrarese».
L’uomo, convinto dal tesserino estratto dall’agente, mostra i suoi documenti e intanto l’agente chiama una pattuglia e l’emergenza sanitaria. Monia viene portata all’ospedale, dove le riscontrano numerosi traumi con una prognosi di un mese e mezzo. «Sono stati tutti di una gentilezza incredibile, fornendomi ogni assistenza possibile».
Ma a commuovere e colpire Monia è stato il comportamento degli agenti municipali, il poliziotto fuori servizio che l’ha soccorsa e il collega intervenuto successivamente: «Sono passati a trovarmi a casa per sapere come stavo, e ancora oggi ho ricevuto un messaggio per salutarmi e informarsi sulla mia salute. Spesso vengono visti solo come “quelli che fanno le multe”, e invece poi trovi persone di gran cuore». Nei confronti dell’investitore si prepara a sporgere denuncia «sia penale che civile. Dopo avermi ridotto in questo stato, mentre ero a terra ferita, non è nemmeno sceso a controllare le mie condizioni, si preoccupava solo della sua auto senza revisione».
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