Goro, la barca di Osti riportata in Porto: le ricerche continuano nello Scanno
Al momento nulla è escluso. E si continua comunque a sperare
Gorino Tra soccorritori e pescatori, tutti ancora impegnati nelle ricerche, sinora purtroppo infruttuose, si rincorrono interrogativi sulla scomparsa di Bruno Osti, il 47enne di Gorino non più rientrato, con la sua piccola imbarcazione da posta, dopo l’uscita notturna in sacca tra martedì e mercoledì.
Dopo il ritrovamento, da parte dei sommozzatori, della tuta cerata e degli stivaloni da pesca, ieri è stata riaccompagnata in secca la piccola imbarcazione di poco più di sei metri, spuntata dalla prua dopo la bonaccia. Le ricerche, in questi giorni si sono concentrate maggiormente nel perimetro dell’argine a mare, ma anche verso lo scanno, nel lato interno alla Sacca, seguendo l’orientamento del vento.
Si ipotizza, in queste ore, che il corpo di Osti possa essere finito sul fondale, in seguito ad annegamento. I soccorritori sono consapevoli che in presenza di acqua nei polmoni, un cadavere a mare può tornare a galla solo dopo tre o quattro giorni. L’ipotesi più accreditata è quella secondo cui il pescatore di Gorino, per ragioni da approfondire, sia finito in acqua e a causa di un malore, di una ferita o dell’ipotermia, sia annegato. Il suo corpo attualmente potrebbe essere in balia delle correnti marine e non più del vento.
Non è da escludere, quindi, che possa essere stato trascinato a diverse miglia dalla costa, a sud della Sacca di Goro. Nei primi momenti i soccorritori hanno preferito scandagliare anche gli argini stessi della sacca, poiché il vento soffiava verso il paese. Nei prossimi giorni, quindi, le ricerche si estenderanno ad un raggio ben più ampio del mare Adriatico. Si tratta solo di ipotesi. Al momento, ed è bene ricordarlo, Osti è una persona scomparsa e anche se trovarlo ancora in vita sarebbe un miracolo, è giusto che si continui a sperare e ad agire come se ogni ora continuasse ad essere fondamentale.
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