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Il caso

Ferrara, inquietante ritrovamento tra i rifiuti: cane morto avvolto in un panno

Annarita Bova
Ferrara, inquietante ritrovamento tra i rifiuti: cane morto avvolto in un panno

La Polizia locale è stata chiamata in via Eridano dai volontari Plastic Free

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Ferrara «Un inquietante ritrovamento in zona Eridano». Queste le parole dei volontari di Plastic Free Ferrara che in effetti si sono trovati a gestire una situazione molto particolare, con tanto di ausilio delle forze dell’ordine. Un fagotto, con il telo sporco di sangue, è stato trovato durante la pulizia di un argine e all’interno era ben avvolto il corpo di un cane morto non da tanto tempo. Sul posto la Polizia locale che sta portando avanti le indagini.

I volontari sabato hanno organizzato una raccolta last minute, con sei persone che si sono ritrovate in via Eridano. «Strada che già negli anni passati avevamo scelto per bonificare i luoghi malfrequentati da autotrasportatori che sostano e abbandonano i loro rifiuti», dicono dall’associazione. Ma qualcosa ha reso la giornata molto particolare. «Purtroppo appena arrivati sul posto è saltato agli occhi un involucro, una specie di sudario – il racconto –. Subito abbiamo telefonato alla Polizia Locale che celermente ha inviato una pattuglia con due agenti gentilissimi. Insieme abbiamo portato sul ciglio strada il fagotto ed è iniziata la loro l’ispezione».

Dopo poco il mistero è stato svelato, «si trattava di un grosso cane oltretutto con microchip e ora inizierà un’indagine». Sarà infatti possibile risalire al padrone, o almeno alla persona che per prima ha registrato l’animale nell’anagrafe canina. Si capirà anche se i proprietari sono di Ferrara oppure se è stato abbandonato da qualcuno. Sembra anche strano che il proprietario, sapendo dell’esistenza del chip, abbia potuto abbandonarlo senza pensare alle conseguenze.

«Ci chiediamo come sia possibile che anche il corpo di un animale possa essere trattato così senza rispetto. Gettato tra i rifiuti», le parole dei volontari. Per il resto come solito «abbiamo raccolto tanti rifiuti (20 sacchi) concentrati vicino al corso d’acqua. Torneremo perché i fossi sono pieni». 

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