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L’episodio

Jolanda di Savoia, 49enne fugge dalla finestra dopo la truffa: condannato

Alessandra Mura
Jolanda di Savoia, 49enne fugge dalla finestra dopo la truffa: condannato

L’uomo è stato scoperto dal figlio dell’anziano e arrestato dai carabinieri

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Jolanda di Savoia Un tentativo di truffa trasformato in rapina, una fuga rocambolesca saltando dalla finestra, la cattura e l’arresto da parte dei carabinieri. Ora per il truffatore-rapinatore è arrivato anche l’ultimo capitolo della storia: la sentenza.

Il processo

Celebrato con rito abbreviato, si è concluso con la condanna a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione. La procura (pubblico ministero Stefano Longhi) aveva chiesto un conto più salato, 6 anni, considerato il carico di reati contestati: rapina pluriaggravata (per l’età della vittima, ultraottantenne), resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

A finire a processo - difeso dall’avvocato Denis Lovison - un 49enne di origini campane, incensurato, che lo scorso 9 settembre a Jolanda di Savoia si era reso protagonista dell’ennesima truffa ai danni di una persona anziana. Truffa questa volta sventata per il provvidenziale intervento prima del figlio e poi dei carabinieri che erano riusciti a bloccare e arrestare l’uomo oltre a individuare una donna sua complice.

A prendere parte al colpo, anche una terza persona, non rintracciata, il cui ruolo era stato quello di telefonare all’anziano spacciandosi per un capitano dei carabinieri per informarlo che un’auto utilizzata per un furto a Bologna risultava intestata alla sua famiglia. Il finto militare aveva quindi preannunciato la visita di un avvocato che avrebbe dovuto controllare l’oro che il pensionato teneva in casa, per scongiurare che non fosse la refurtiva. E qui era entrato in scena il 49enne che, con la scusa della verifica, si era impossessato di vari monili d’oro: quattro catene, un collier e un bracciale.

Nel frattempo, però, il figlio dell’ottantenne stava tentando di chiamare il padre, e trovando il telefono sempre occupato (i truffatori avevano fatto sì che la cornetta non venisse riagganciata) era andato direttamente a casa sua per assicurarsi che tutto fosse a posto. Con tempismo perfetto, perché entrato in casa aveva colto sul fatto il sedicente avvocato e capita la situazione, aveva avvertito i carabinieri. Scoperto, il 49enne aveva cercato di scappare dando uno spintone al figlio, facendolo sbattere contro uno stipite, per poi lanciarsi da una finestra. Lì lo hanno trovato i carabinieri intervenuti sul posto, uno dei quali era stato a sua volta colpito dal fuggitivo. Fuori, ad aspettarlo su un’auto, c’era anche la complice, a sua volta individuata, mentre il “carabiniere” telefonista è rimasto ignoto.

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